Partnership Pubblicizzata con GAGGIA Milano

Hosted by DWA - Aberto e Frederik

Inizia oggi HOME RITUALS, una collaborazione con Gaggia Milano, storica azienda di origine milanese di macchine per caffè automatiche e manuali, che si affianca all’indagine di Casamenu dedicata alla cucina, per raccontare il momento quotidiano più atteso e diffuso: la pausa caffè. Il primo modello di macchina per uso domestico risale agli anni Cinquanta, ma è a partire dalla fine degli anni Settanta che la sua diffusione su larga scala ne decreta il successo. Achille Gaggia, infatti, non solo inventò l'espresso con crema, ma fu pioniere nel portare l'espresso del bar a casa. Gli ospiti che ci accoglieranno nelle loro cucine, per un racconto che vedrà un totale di nove episodi e che durerà tutto il 2024, avranno a disposizione una macchina in grado di creare un’esperienza caffè letteralmente su misura, in base alle proprie abitudini, per potersi ritagliare un momento perfetto da passare da soli o in compagnia, la mattina o nell’arco della giornata, a casa o al lavoro, in dolcezza o amarezza, ma sempre insieme al decimo ospite di HOME RITUALS: il caffè. Ad affiancare Casamenu, per un twist in più nello styling, ci sarà Barbara Mantovani, che conosciamo da tempo e che è stata a sua volta nostra adorabile ospite qualche anno fa.

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Il primo episodio di HOME RITUALS è dedicato a un duo creativo con sede a Milano, Alberto Artesani e Frederik De Wachter, fondatori nel 2005 di DWA Design Studio, che si occupa di interior design e progettazione di allestimenti, retail e hospitality.  Lo studio si trova a NoLo*, in un grande open space luminoso con una cucina verde intenso che è un’ode all’inaspettato, uno smeraldo nascosto che ricaricherebbe di energia anche la più grigia delle giornate.  * l’acronimo di North of Loreto, un’importante piazza meneghina, che ha visto un grande sviluppo e una riqualificazione di spazi pubblici, lavorativi e abitativi di questa storica zona popolare alla periferia di Milano, e che da una decina d’anni sta attraversando una fase di riconversione in polo culturale e attrattivo Da quanto tempo lavorate in questo studio? Cos’era prima?"Lavoriamo in questo spazio dal 2019. È stato costruito negli anni Trenta come parte di una fabbrica di cioccolato: lo conoscevamo già perché per qualche anno c’è stata una galleria d’arte. Sognavamo da tempo di poter avere uno studio così, ampio, luminoso e con uno spazio, in questo caso un giardino, all’aperto. Quando si è inaspettatamente presentata l’occasione, non l’abbiamo fatta sfuggire. Lo abbiamo reso operativo subito, dopo alcuni lavori essenziali (come cucina e bagno), in un tempo relativamente breve: per noi è stato un bellissimo cambiamento. Inoltre, non possiamo non ammettere che il fatto di poter essere a pochi passi dalle nostre abitazioni sia stato un fattore in più, nonché un privilegio e una fortuna. Negli anni, anche lo spazio esterno si è trasformato in un giardino rigoglioso, un’oasi che durante la bella stagione ci permette di ricevere i clienti all’esterno o di invitare amici e conoscenti per un aperitivo, un pranzo, una cena."

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Alberto e Frederik, ci raccontate il progetto con cui siete intervenuti?"La nostra necessità principale era di avere uno spazio ampio e flessibile, capace di trasformarsi e adattarsi in base alle esigenze. Non solo, è stato naturale che fosse anche un ritratto fedele delle nostre personalità, che esprimesse al meglio chi siamo e quello che facciamo, e che infine ci permettesse di vivere i momenti di lavoro insieme ad altri più leggeri, dove incontrare e invitare le persone. Entrando più nel dettaglio delle sue caratteristiche, possiamo dire che la conformazione dello spazio era già perfetta; siamo intervenuti solamente su cucina e bagno, dandone una nuova veste. Abbiamo quindi potuto contare sul restante grande open space per avere più scrivanie possibili per le persone che lavorano con noi, una grande libreria, ampi tavoli da lavoro, nonché un magazzino che contiene i campioni di materiali che vengono utilizzati durante la ricerca in fase di progettazione. Ciò che ci piace di più, comunque, è il gran via-vai di persone e oggetti, e la bellissima luce naturale che entra dall’ingresso a vetri e dal lucernario. Il rapporto con la luce e il tempo è costante durante l’arco di tutta la giornata, disegna e modifica lo spazio." Quanto incidono design e tecnologia nella progettazione?"L’interazione tra design e tecnologia è profonda e complessa, ed esercita un’enorme influenza sul destino di qualsiasi progetto. Il design è una bussola visionaria, traccia la rotta verso l’armonia e la funzionalità, mentre la tecnologia fornisce gli strumenti e i meccanismi per tradurre quelle visioni in realtà tangibili. In quest’era digitale, la sinergia tra design e tecnologia deve essere inseparabile, con i progressi nella modellazione virtuale, nei software di rendering e nei materiali da costruzione intelligenti che rivoluzionano il panorama architettonico. Dai complessi disegni CAD alle simulazioni VR immersive, la tecnologia consente ai progettisti di esplorare possibilità praticamente illimitate, spingendo i confini della creatività e dell’innovazione. Eppure, in questa specie di rinascimento digitale, l’essenza del design rimane radicata nell’esperienza umana e nella risonanza emotiva, ricordandoci che i progetti più avvincenti sono quelli che sposano perfettamente l’abilità tecnologica con principi di un design senza tempo. Pertanto, la risposta a quanto incidano il design e la tecnologia non è un “quanto”, piuttosto un “come”, intrinseco all’essenza stessa dell’impresa architettonica."

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Che caratteristiche doveva avere la cucina dello studio?"Innanzitutto abbiamo considerato la cucina come un’area distinta, separata dal resto dello spazio. Doveva incarnare semplicità e funzionalità, soddisfacendo le nostre esigenze quotidiane per pasti veloci o una breve pausa durante la giornata. Invece di optare per una disposizione classica, siamo stati attratti dall’idea di qualcosa di meno convenzionale, qualcosa che si discostasse dalla norma. Avere accesso al giardino, poi, è stato un vantaggio significativo, che ha ampliato il concetto di convivialità, liberando la cucina dalla sua funzione canonica. La prospettiva outdoor ci ha attratto particolarmente. Infatti, abbiamo attrezzato il giardino per qualche avventura culinaria all’aperto, grazie, ad esempio, all’installazione di un piano cottura a induzione, che ci dà la flessibilità di preparare una spaghettata per gli amici. Il tutto mentre ci godiamo l’aria fresca e il verde." Il verde non passa inosservato. Ci raccontate questa scelta?"Abbiamo optato per una cucina su misura realizzata in laminato verde Irlanda, scelto appositamente per la sua tonalità forte e distintiva. La nostra decisione di optare per un colore così intenso aveva l’obiettivo di conferire alla cucina un senso di carattere e individualità. Inoltre, selezionando una tonalità vibrante come il verde, abbiamo cercato di stabilire un’identità unica per questo spazio, distinguendolo dal resto dell’ambiente. Questa scelta di colori si allinea con l’atmosfera generale che volevamo creare: uno spazio ricco di personalità, stratificato con oggetti e ricordi cari."

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Come definireste lo stile che avete adottato in cucina?"In generale l’estetica culinaria incarna, per noi, la delicata fusione, come da cliché, di tradizione e innovazione, dove l’eleganza senza tempo incontra l’ingegno e l’avanguardia. Lo stile della cucina nello studio DWA armonizza elementi classici con la raffinatezza contemporanea, dando vita a un progetto che non è semplicemente funzionale, ma una vera e propria opera di design. Abbiamo trovato ispirazione nel connubio tra estro e sensibilità, creando un ambiente dal gusto e dalla grazia naturale. Rifuggendo la presenza di ingombranti elettrodomestici, abbiamo preferito la connessione tattile dal concept artigianale e dal ritmo molto intimo. Immaginiamo sempre un viaggio pittorico quando viviamo questo spazio, dove ogni utensile è una pennellata sulla tela del tempo condiviso in cucina." Cosa non può mancare nella cucina dello studio? "È una cucina sicuramente differente per uso e funzione da una cucina domestica. Le attrezzature sono ridotte al minimo indispensabile. Visto che la cucina è anche l’unico spazio separato dall’open space lo utilizziamo anche spesso per effettuare delle telefonate senza dover disturbare le altre persone. Come scelta ecologica abbiamo voluto un miscelatore con sistema filtrante per l’acqua, che ci evita il consumo di acqua in bottiglia."

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Alberto e Frederik ,avete un oggetto del cuore?FDW – "Un oggetto che mi piace molto è la ciotola il legno con manico in cuoio designata da Carl Auböck che mi è stata regalata da un mio caro amico architetto per il mio quarantesimo compleanno."AA - "Un peso in marmo che si usa in legatoria è il mio oggetto preferito perchè di uso comune, essenziale, rigoroso, non di design, ma con una sua bellezza intrinseca. Mi piacciono questo tipo di oggetti onesti di forma e funzione."

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Qualunque cucina, anche la più piccola, è attrezzata con una macchina per il caffè: la vostra come deve essere?"Pur non amando molto gli elettrodomestici ingombranti, ricorriamo a una macchina espresso, ma non di quelle a capsule: la sostenibilità ambientale e il riciclo sono temi che ci stanno particolarmente a cuore. Altro fattore determinante è la semplicità di utilizzo." Alberto e Frederik, il momento dedicato al caffè può diventare un rito quotidiano: voi come lo prendete?AA – "A colazione, americano, senza zucchero. Dopo pranzo, un espresso normale."FDW – "A colazione preferisco cappuccino o latte macchiato senza zucchero. Dopo pranzo, un espresso amaro."

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Avete un ricordo o un aneddoto legato al prendere il caffè?FDW – "Un ricordo al quale sono particolarmente legato risale al tempo in cui mi ero appena traferito a Milano, era il 2000. Ero al tavolo con gli architetti con cui lavoravo all’epoca, ex assistenti del Politecnico, e insieme a noi, da Biffi, c’era Achille Castiglioni, che ci aveva invitato a sederci al suo tavolo per bere il caffè insieme."AA - "Il primo ricordo legato al caffè risale a quando andavo da piccolo a comprarlo in drogheria, al mercato coperto di Piacenza. Il rumore della macina e il profumo di quel luogo mi trasportavano in un modo di aromi e sapore lontani, era un'atmosfera magica e indimenticabile." Bere il caffè in studio è un’esperienza diversa dal berlo al bar, ci raccontate il perché portate quotidianamente questo rito in studio?"Bere il caffè in studio è un rito che trascende il suo semplice consumo: è una specie di pietra angolare del processo creativo, è un catalizzatore di ispirazione. A differenza dell’atmosfera di un bar, lo studio offre un momento di concentrazione quasi introspettivo, dove le idee filtrano accanto a ogni sorso di caffè. Restare in studio per il caffè è una scelta deliberata; cerchiamo di promuovere un senso di intimità e di consapevolezza all’interno dello spazio di lavoro o creativo. Cerchiamo inoltre di infondere nello studio un senso di vitalità e creatività, dove ogni momento, sia esso trascorso a disegnare, concettualizzare o semplicemente assaporare il caffè, contribuisce a sviluppare l’espressione progettuale di ognuno di noi."

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La cucina di Alberto e Frederik affaccia sullo studio di progettazione, separata da una vetrata e protetta dall’unica porta esistente nel grande open space, esclusa quella dei servizi. Rappresenta un momento di intimità, che viene completato dalla funzione sociale e conviviale che ha assunto il cortile interno, dove si accolgono e intrattengono visitatori e ospiti. La cucina è posizionata come un perno su cui si distribuiscono a ventaglio gli ambienti: i tavoli di lavoro con la bellissima parete attrezzata a libreria, il grande tavolo con piano colorato in Silipol dove prolungare una pausa veloce, il salottino all’ingresso, illuminato dalla porta vetrata che dà sul cortile e la materioteca con campioni, prototipi e oggetti curiosi da cui trarre ispirazione o perdersi in un ricordo. Come il resto dello studio, anche la cucina espone espone una serie di oggetti che rispecchiano il mondo interiore e il senso estetico di Alberto e Frederik, oggetti per cui il design non è fine a se stesso, e dove colore e matericità esprimono il gusto e la personalità dei nostri ospiti. La pausa caffè è forse il momento in cui è più facile godere della bellezza dello spazio che circonda chi lavora in questo studio, dove il ritmo della giornata viene interrotto per schiarirsi le idee, ritrovare la concentrazione, confrontarsi e, come abbiamo fatto noi, guardarsi intorno ed essere felici della bellezza artistica che ci circonda.  Ci rimane un solo rammarico ed è il giardino, che abbiamo visto in una giornata che non permetteva di intrattenersi al sole e dove sarebbe bello ritrovarsi, in un futuro prossimo, con un caffè freddo in mano insieme ad Alberto e Frederik. Grazie per l’ospitalità e grazie di cuore per essere stati i nostri primi ospiti per HOME RITUALS!

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CONTATTI 

Alberto Artesani  e Frederik De Wachter – DWA Design Studio

www.dw-a.it

Via Giulio e Corrado Venini 85 – 20127 Milano

Tel. +39 02 35984554

info@dw-a.it

 

 

MACCHINA AUTOMATICA PER CAFFÈ – GAGGIA MILANO

Modello: Cadorna Prestige

 

 

CUCINA

Struttura su misura in laminato verde Arpa

Porta e pannellatura in impiallacciato Alpi disegno Sottsass colore Grey con maniglie nere Formani collezione One di Piet Boon

Miscelatore inox con sistema filtrazione acqua di QuadroDesign

Gancio/appendiabiti per strofinacci di Kartell (classico del design anni ’70)

Lampade a sospensione vintage trovate su un mercatino

Lampada da tavolo Noce di Castiglioni per Flos

Tazzine verde vintage giapponesi

Cesto in foglia di Palma di un viaggio a Lanzarote

Sgabelli Revolver di Hay

Disegno a penna nera di Andrea Q (appeso al muro accanto alla finestra)

Vaso nero di Hella Jongerius IKEA PS 

Vaso Silo in alluminio di Lambert&Fils

Bottiglia verde di Jasper Morrison per Cappellini

Brocca Foxy in argento di Aldo Cibic per Paola C

Ciotola in ceramica con inserti di pietra di Maddalena Selvini

Vasi realizzati con le piastrelle Kappa di 41ZERO42 in occasione di un allestimento che DWA ha realizzato per il marchio

Campione di Silipol che utilizziamo come sottopentola

Ciotola vintage norvegese con stencil verdi

Quattro stampe con tecnica risograph di Sigrid Calon

Manifesto educativo di un mercatino a Bruxelles

 

 

 

HOME RITUALS torna prossimamente con il secondo episodio e un nuovo ospite.

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