Conosciamo Roberta oramai da qualche anno e abbiamo sempre seguito i suoi progetti con grande interesse, soprattutto quelli lanciati coraggiosamente durante la settimana del Salone del Mobile di Milano.  Quando l’anno scorso ha presentato al pubblico Poetica, siamo andate subito a trovarla nella sua nuova casa atelier, dove si era appena trasferita con suo figlio Angelo, condensando in un bilocale in zona Naviglio Pavese la sua vita familiare e lavorativa facendone di fatto un manifesto della sua personale visione dell’abitare contemporaneo: spazi contenuti, stanze che si intersecano cambiando funzione solo salendo o scendendo degli scalini, due ingressi indipendenti per facilitare la separazione tra spazi domestici e di lavoro, colori rilassanti a creare una scatola neutra tono su tono (con qualche piccola eccezione), sintesi e minimalismo, e l’inizio di una collezione di arredi e complementi disegnati in prima persona da Roberta, con la possibilità di ordinarli direttamente online dal suo sito web.Un approccio make to order in cui il cliente ha maggiore libertà di personalizzare l’acquisto, e il produttore, cioè l’artigiano che realizza il design di Roberta, lavora all’ordine solo una volta che questo viene confermato dal cliente.

Facciamo un passo indietro, Roberta. Chi sei e cosa fai?“Sono architetto di formazione, ma la vita mi ha portato altrove, il che si traduce in 15 anni di esperienza nell’interior e una grande passione per tutto ciò che ruota intorno al design. Oggi lo studio - Makeyourhome - lavora su diversi livelli, dalla consulenza d’interni, all’art direction e al prodotto, con una ricerca improntata all’interazione tra comunicazione, design e architettura.” Cosa ti ha portato a Milano?“Penso che Milano mi abbia scelta più di quanto io abbia scelto lei. Non avevo mai pensato di lasciare il mare, poi è arrivata un’occasione professionale e non ho saputo rinunciare. Ora non la cambierei, è una città che mi ha dato tanto, ricca di stimoli e opportunità, ma devi avere coraggio.”

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Ci racconti cos’è Poetica?Poetica è il frutto di un cambiamento. Prima di arrivare qui vivevo in un bellissimo monolocale di 38 mq che avevo difficoltà a lasciare a causa del legame emotivo che avevo creato con esso. Era il luogo che aveva accolto me e il mio bambino quando ci siamo trasferiti a Milano, ma lui era diventato grande e io sentivo l’esigenza di unire la casa con lo spazio di lavoro. Ci sono voluti due anni prima di trovare uno spazio conforme alla mia idea: una casa atelier che raccontasse il mio stile, non solo di progetto, ma sopratutto di vita. Piani paralleli e funzioni che si intersecano senza infastidirsi. Stanze per nascondersi e luoghi da condividere anche per chi non appartiene allo spazio domestico. Il minimalismo è il mio biglietto da visita, ma questa casa mi ha regalato una sorpresa un po’ eccentrica che ho deciso di lasciare: le cementine d’epoca nella zona living.”

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Cosa ti è piaciuto di questo appartamento, perché lo hai scelto?  “Cercavo una casa nel quartiere per questioni organizzative (mio figlio va a scuola dietro l’angolo), la scelta è ricaduta su questo appartamento per due motivi essenziali: la possibilità di avere due ingressi indipendenti per casa e studio e l’affaccio sul cortile che d’estate mi regala bellissime serate outdoor, cosa non cosi scontata a Milano.” Quanto influisce il quartiere nella scelta di una casa? Com’è il tuo? Io lo adoro, sembra un piccolo paesino con il mercato settimanale e le botteghe storiche di San Gottardo. Per me era fondamentale ritrovarmi in una condizione di questo tipo affinché mio figlio riuscisse a trovare una sua indipendenza in città e io una maggiore tranquillità.”

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Esiste la casa ideale? “Non credo che esista una casa ideale per sempre, piuttosto può esistere una casa ideale per un determinato momento ed è quella che a prescindere dal budget a disposizione riesce a restituire una condizione di benessere psicologico e diventi d’aiuto e non di ostacolo alla propria vita. Troppo spesso gli spazi ci ingabbiano in dinamiche quotidiane malsane.Credo che l’unico difetto della mia casa sia la poca luminosità data dal piano basso, ma caratterialmente sono una persona consapevole che nella vita non si può avere tutto.” Durante la ristrutturazione quali erano le tue esigenze? “La casa ha mantenuto l’impianto delle divisioni originali, io ho aggiunto i soppalchi sfruttando un’altezza di 4.50 mt e ho spostato la cucina che originariamente era molto piccola e nella zona di ingresso. Volevo una cucina a isola che favorisse la convivialità ma allo stesso tempo che non fosse invadente. Infatti niente è a vista. Un cabinet contiene la zona “acqua” e può essere chiuso all’occorrenza per nascondere il suo interno. Il piano contiene cappa, frigo e forno e non sono rivolti verso il living.  È una cucina minimalista ma funzionale, giusta per la vita della nostra  piccola famiglia.”

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Come hai scelto gli arredi e le finiture? “Semplicemente a mio gusto personale. Volevo una casa che raccontasse anche il mio stile progettuale, per questo ho scelto dei toni neutri ed effetti materici, creando un’atmosfera soft.” Che materiali e che colori hai scelto per la cucina? “Nonostante sia così minimale, la cucina combina quattro materiali: laminato beige con una trama tessile per l’isola con top in grès porcellanato effetto resina. Mentre il cabinet è in laccato sabbia con interni in rovere. Come ogni donna che odia le pulizie sono super orgogliosa del piano cottura a induzione con cappa integrata. Al momento non aggiungerei niente, l’ho progettata così minuziosamente che la trovo perfetta.”

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Come passi il tempo a casa? “Nonostante faccia sempre troppe cose, il tempo in casa è un tempo lento, non ricevo molte persone, nemmeno per lavoro. Ho una serie di rituali che mi accompagnano: il caffè la mattina, accendere il diffusore per sentire sempre il profumo di vaniglia, il computer al posto della televisione per guardare le serie tv a letto. Solo a volte apro questo spazio e lo trasformo in un salotto del design, dove colleghi e amici entrano in sintonia con il mio stile di vita.” La cucina fa da aggregante o la usi poco, solo per cucinare qualcosa di veloce? “La seconda, ma in ogni caso è il cuore della casa, il luogo intorno al quale passiamo più tempo con mio figlio. Mi piace cucinare, ma sono sincera, spesso chiamo l’asporto, sono troppo stanca e spengo il computer troppo tardi. Per gli ospiti però preparo sempre spaghetti con le vongole, così posso raccontare un po’ del mio mare.” Oltre a minimal, come deve essere la tua cucina?Discreta e funzionale penso siano le due caratteristiche che ho ricercato, con un arredo poco invadente, ma che assolva alla sua originale funzione.”

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Hai un oggetto del cuore in cucina?La teiera Lentigo. Durante la pandemia ho iniziato a desiderare oggetti con cui poter costruire un legame emotivo. Oggetti della quotidianità con un valore e che per questo non possono essere comprati nella grande distribuzione. Ho cercato una ceramista, ho incontrato Sara Alawie e da allora la mia ora del tè è accompagnata da un prodotto realizzato sui miei desideri.” Cosa non può mancare a casa tua?“Credo che l’unica cosa importante è che sia beige… ahahah. Scherzo, ma non così tanto. Ho bisogno che sia neutra e ordinata, tutto il resto, anche il silenzio, è superfluo.” E cosa in cucina?“Credo che il piano a induzione, tanto odiato da molti chef, sia stato invece il mio mai più senza degli ultimi anni. È veloce, si pulisce in un attimo e ha zero rischi.”

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Abbiamo intuito che a Roberta, più che cambiare, piace evolversi e, nel tempo trascorso tra gli scatti di questo servizio e la pubblicazione dell’articolo, ha spostato la camera da letto nello studio, ha fatto marcia indietro riportando la camera nel soppalco sopra alla cucina, sta programmando un cambio di colore delle pareti insieme ai prossimi workshop di settembre 2023 e ha lanciato nuovi prodotti per la casa.  Inesauribile forza creatrice, irrequieta in cerca di pace, ci chiediamo sempre cosa bolla in pentola e che direzione stia prendendo la sua vita. La racconta attraverso il blog, i suoi progetti e la sua casa, che così bene parla di lei. Grazie Roberta per essere stata ancora nostra ospite - avevamo parlato del suo progetto Ca Ventiquattro qui, ricordate? - e contiamo sul proverbio: non c’è due senza tre

Cucina 

Realizzata su misura da Turati Cucine con piano in grès porcellanato ed elettrodomestici Nef

 

 

Lampada

Hook + paralume di Jeena Zava luce

 

Piatti e alzatina in legno

H&M home

 

Teiera, tazzine e bottiglia

Sa_ceramics x Makeyourhome

 

Tostapane

Sowden di Hay design

 

Toolbox

Vitra

 

Sedia

J-series 42 di Hay design

 

Sgabello

Trollberget di Ikea

 

Tavolo

Officine 27 x Makeyourhome