Mario e Giulio vivono in un bell’appartamento in zona Corso XXII Marzo, dove i palazzi sono bassi, le villette sono molte e basta fare due passi per raggiungere diverse zone in cui locali e negozi indipendenti non mancano, a partire da Porta Venezia, passando da corso Indipendenza spingendosi più giù fino a Porta Romana. Mario è architetto, il suo studio, KICK.OFFICE, si occupa di progettazione di interni residenziali, commerciali e di hospitality, mentre Giulio si occupa di consulenza e gestione per affitti di breve e medio periodo. Mario, Giulio, non siete di Milano, cosa vi ha portato in questa città e cosa vi ha fatto restare? M: Sono nato in Puglia 38 anni fa, mi sono trasferito a Milano dopo il liceo per frequentare il Politecnico. Da sempre questa città esercita nei miei confronti una grande attrazione per essere sempre al vertice del progresso e così all’avanguardia. All'epoca mi attirava il suo essere vivace e ricca di stimoli: le mostre, gli spettacoli, i ristoranti, i club. Tuttora nutro grande interesse e rispetto nei confronti della città che nel frattempo è diventata il centro della mia vita adulta e del mio sviluppo professionale.” G: “Sono marchigiano e sono venuto a Milano per amore, poi è finita dopo pochi mesi. Pian piano è invece cresciuto l'amore per la città, del suo essere viva e libera. Un posto dove potevo essere pienamente me stesso.Milano è una città che offre molto ma chiede anche molto, è una città che ti permette di realizzarti se hai voglia davvero di impegnarti. A me ha dato la possibilità di creare qualcosa di mio. Quel piccolo esperimento partito all'inizio quasi per gioco, dopo qualche anno è diventata la mia attività.Tutto è iniziato nel 2015, l'anno in cui Milano ha ospitato l'EXPO. All'epoca vivevo in un appartamento in condivisione in Porta Venezia. Negli anni i coinquilini hanno cominciato ad avvicendarsi sempre con maggiore frequenza e a un certo punto ho smesso di cercare dei coinquilini stabili.Ho pensato perciò che quella Milano che per molti è una città di passaggio, mi stava offrendo la possibilità di incanalare questo flusso per far partire la mia attività.”

Come sono state le vostre precedenti esperienze abitative?M: “I miei primi due anni a Milano li ho passati in una residenza universitaria vicino al Politecnico. Sono stati anni sereni in cui mi sono abituato pian piano a vivere lontano da casa. A quel tempo e in quei luoghi ho stretto alcune delle amicizie più belle e durature.Alla ricerca di maggiore autonomia, ho cominciato a cercare un appartamento con uno dei miei migliori amici che avevo conosciuto proprio in quegli anni. Ci siamo allontanati di poco dalla prima residenza e siamo rimasti in zona Lambrate che era stata il nostro primo approdo a Milano. Ho ricordi bellissimi di quegli anni, molto divertenti, ma allo stesso tempo di grande crescita.Finita l'università mi sono poi messo alla ricerca di un posto tutto per me, l'ho trovato in un monolocale vicino a viale Umbria. Lo spazio era veramente piccolo, ma abbastanza accogliente per rimanerci qualche anno, prima di decidere di acquistare un appartamento.La ricerca è stata molto lunga, i prezzi erano già alti e mi sono accorto di essere un cliente molto esigente. Alla fine avevo trovato un appartamento che mi piaceva molto in piazzale Susa, in un piano alto di un condominio anni ’40. Stavo per fare l'offerta quando mi è arrivato l’annuncio di un appartamento con affaccio su piazzale Lavater, sono andato a vederlo subito la sera e me ne sono subito innamorato. Ho fatto un'offerta il giorno stesso. L'appartamento era molto luminoso, in un edificio d'epoca con finestre molto grandi e dettagli decorativi particolari. L'ho ristrutturato (era a tutti gli effetti il mio primo incarico da architetto professionista) e ci ho vissuto per 5 anni. Ora è uno degli appartamenti che Giulio gestisce.” G: “Da quando vivo a Milano ho vissuto spesso in condivisione con amici. La prima casa era in via Paolo Sarpi, ci ho vissuto perchè conoscevo i proprietari, ma ai tempi la zona non mi piaceva molto, non era pedonale e, soprattutto, non era ospitale come lo è ora. Oggi mi piace tornarci per passeggiare, bere un bicchiere di vino alle Cantine Isola o mangiare i ravioli per strada.In seguito, per 11 anni ho vissuto in un appartamento molto bello e ampio in piazzale Lavater, condividendolo prima con amici.Come vi raccontavo prima, man mano gli amici con cui vivevo hanno cambiato casa o sono andati a vivere all'estero e dopo un po' di coinquilini passeggeri ho pensato che non avrei più voluto in casa qualcuno che potesse mettere radici e ho cominciato la mia piccola attività di gestione di affitti brevi proprio lì in casa. Dopo qualche anno mi sono trasferito in Piola in una casa tutta mia, finchè con Mario abbiamo deciso di iniziare a convivere.”

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Da quanto tempo vivete in questo appartamento?M: “Vivo in questo appartamento da tre anni, mi ci sono trasferito con il mio migliore amico quando ho deciso di lasciare il mio appartamento di Porta Venezia alla ricerca di uno spazio più grande. Giulio ha sempre frequentato molto la casa finchè, con l'arrivo della pandemia, abbiamo cominciato, di fatto a convivere in tre nello stesso appartamento. Da pochi mesi Giuseppe si è trasferito in un nuovo appartamento e con Giulio abbiamo pensato di rimanere perché ci siamo affezionati alla casa e qui ci sentiamo a nostro agio, oltre ad avere investito molto in termini di risorse.” Ha una storia o una particolarità che ve ne ha fatto innamorare e che vi ha fatto sentire subito a casa?M: “Avevo visitato parecchi appartamenti, questo aveva il fascino dell'edificio d'epoca e il proprietario aveva cercato di mantenere lo stato originale degli ambienti: gli stucchi, i pavimenti in parquet, aveva recuperato diversi elementi ricchi di fascino come i vetri piombati e le porte dell'epoca.Quando sono venuto a vederlo per la prima volta non l'ho sentito subito casa ma ho percepito che c'erano le basi per farlo diventare uno spazio accogliente e molto personale. Quando siamo entrati abbiamo ripensato l'appartamento con i nostri colori, le stuoie, gli arredi, le tende. Pochi mesi dopo il nostro arrivo, il proprietario, che si era trovato a passare per caso dall'appartamento, stentava a riconoscerlo.” Cosa vi è piaciuto di questo appartamento e che difetti gli avete trovato? “L’appartamento è luminoso e silenzioso, con un'ampia zona giorno, la cucina aperta sulla sala da pranzo e una zona notte che ha permesso a me e Giuseppe negli scorsi anni, come amici, di avere la nostra privacy. Da quando Giulio si è trasferito qui stiamo pian piano trasformando l'appartamento a modo nostro.Ha degli spazi generosi, è di sicuro più grande delle nostre necessità, ma ci piace molto anche per il suo charme di casa d'epoca.Non ci piace molto che la casa sia al primo piano anche se non essendoci l'ascensore forse è meglio cosi. Essendo in una strada molto tranquilla l'appartamento non è affatto rumoroso. Delle finiture della casa non ci piacciono alcuni dei pavimenti che sono stati inseriti nell'ultima ristrutturazione, infatti l'abbiamo riempita di tappeti!”

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Quanto influisce il quartiere nella scelta di una casa? Com’è il tuo? “La scelta del quartiere è importante, per la maggior parte della nostra permanenza a Milano abbiamo vissuto nei quartieri ad est del centro: Porta Venezia, piazza Piola, corso Lodi e ora corso XXII Marzo.Sebbene non ci abitiamo più, abbiamo entrambi mantenuto un forte legame affettivo con Porta Venezia, è il quartiere in cui ci siamo conosciuti, quello in cui abbiamo entrambi acquistato la prima casa e quello in cui entrambi lavoriamo.La zona dove viviamo ora è tranquilla ma vicina ai nostri centri di interesse, ben collegata, con un buon livello di servizi. C'è un parco proprio dietro l'angolo e in 15 minuti si arriva in centro o a Linate! Siamo a due passi da Corso XXII Marzo che, sebbene migliorato negli ultimi anni, ha un grande potenziale inespresso.Inizialmente non avevo pensato di venire a vivere qui, ma la via mi è piaciuta da subito, ordinata e tranquilla, non lontana dal mio studio. A volte, soprattutto d'estate, ci piace ripercorrerla verso nord e camminare tra i villini e gli edifici signorili di inizio secolo.Qui facciamo meno vita di quartiere rispetto a Porta Venezia perchè ci sono meno luoghi di aggregazione, ma alla fine Milano è piccola ci si sposta facilmente.” Come dovrebbe essere la vostra casa ideale? “Ci piacerebbe avere un terrazzo, una grande cucina con un'isola e una zona living generosa per stare con gli amici.”

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Siete intervenuti con una ristrutturazione? “Siamo entrati in questo appartamento che era stato ristrutturato da poco, ma lo abbiamo rivoluzionato nelle finiture e negli arredi. Abbiamo mantenuto tutto ciò che c'era di originale, ma abbiamo lavorato molto sui colori e sulla luce, sia naturale che artificiale. Nella ristrutturazione, gli ambienti precedentemente separati di cucina, sala da pranzo e ingresso erano stati aggregati in un unico grande ambiente, questo accorpamento di funzioni non ci piaceva ed era anche difficile da arredare, perciò abbiamo ripristinato parzialmente la suddivisione degli spazi ripensandola in maniera più fluida: una cortina di un morbido tessuto rosso è diventata la soglia tra l'ingresso e gli altri ambienti, mentre un grande elemento di arredo (in cui si nascondono frigo, dispensa e forno), separa la cucina dalla sala da pranzo garantendo comunque la continuità tra gli spazi.La zona operativa della cucina è un piano continuo lungo la parete con un lavandino in ceramica bianca (un po' alla vecchia maniera) e una zona cottura a gas. Due lampade anni '60 e una lunga mensola in acciaio completano la parete al di sopra della cucina. Da qui si accede al balcone che ospita tutte le nostre piante aromatiche.” Che materiali e che colori avete scelto per la cucina? “La cucina è pensata monomaterica, sia le ante che il piano sono nello stesso laminato nero soft-touch impreziosito da maniglie in ottone.Abbiamo realizzato la cucina nella prospettiva di rimanere qui pochi anni perciò non abbiamo investito grandissime risorse nella sua realizzazione, ma volevamo che avesse un carattere deciso e l'abbiamo resa speciale e preziosa inserendo man mano elementi che la rendono unica, come il rivestimento in ottone naturale a parete che la rende vissuta e preziosa.Il lavandino è in ceramica perchè è facile da pulire e ricorda momenti di quotidianità familiare.Non abbiamo negoziato sulla funzionalità, in cucina gli elettrodomestici sono fondamentali, da un buon forno alla lavastoviglie. Nella prossima casa però vorremmo un frigo più capiente. Le colonne al centro della stanza servono sia a dividere due ambienti che a massimizzare lo spazio contenitivo. Sopra le colonne una selva di oggetti funzionali e decorativi creano lo sfondo per le nostre cene, soli o in compagnia. In cucina, come nel resto della casa, infatti, collezioniamo oggetti e li mescoliamo tra loro perchè raccontano di noi e delle nostre esperienze.Una serie di elementi accessori completano la cucina come il carrellino in ottone e vetro recuperato in un mercatino che ospita nel ripiano superiore la frutta di stagione e nel ripiano sotto la nostra massiccia scorta di alcolici! ”

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Come dovrebbe essere la vostra cucina e che stile dovrebbe avere?“La cucina deve essere funzionale, pensata per essere usata, ma deve essere anche bella! (qui parla l'architetto)Ci piace che la cucina sia un po' aperta e un po' chiusa, vorremmo fosse un po' più grande e che avesse un'isola, e poi vorremmo che ci fosse una combinazione di materiali: inox, marmo, legno.E se proprio dobbiamo dirlo… ci piacerebbe a volte tornare a casa e trovare la cena pronta!” Come passate il tempo a casa? M: “La vivo più la sera e nel weekend. Non lavoro quasi mai da casa, preferisco concentrarmi in studio, anche quando devo andarci nel fine settimana. G: “Sul divano! Sono sempre in giro per Milano per lavoro, ma mi capita spesso di stare a casa durante il giorno sia per rilassarmi che per lavorare.”Ci piace vivere la casa sia da soli che in coppia. La sera cuciniamo insieme, beviamo un bicchiere di vino, ospitiamo amici per cena. Ci piace averla anche piena di gente, diciamo che si presta bene a questa flessibilità, gli spazi lo permettono e fanno sentire a proprio agio sia soli che in compagnia.Se non abbiamo voglia di cucinare preferiamo andare a cena fuori, anche non lontano da casa, piuttosto che ordinare un delivery.” Avete un piatto forte?“Per gli ospiti prepariamo spesso il risotto, che viene bene ad entrambi. Giulio è molto bravo anche con con la lasagna e i dolci, anche perchè la sua passione è mangiarli. Se invece siamo soli, ci prepariamo le linguine allo scoglio con un buon calice di rosè.”

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Cosa non può mancare a casa tua? M: “Materiali e dettagli che raccontino una storia, quella della casa e quella di chi ci vive. G: “Il divano è il mio quartier generale! E cosa in cucina?M: “Spezie e semini di tutti i tipi. Giulio mi odia perchè metto il sesamo dappertutto.” G: “La cioccolata! E la planetaria, che deve stare rigorosamente a vista perchè altrimenti non la si usa. Mi piace molto preparare pizze, torte e dolci di ogni tipo…”Avete un oggetto del cuore?M: “Mi piacciono molto i vini bianchi e rosè a condizione che siano ghiacciati, perciò negli anni ho coltivato una passione per le glacette. Se vado a casa di un amico che non ce l'ha, alla cena successiva gliela porto in regalo, come si fa a vivere senza una glacette?!Qui a casa ne ho due alle quali sono molto affezionato, me le ha regalate Eugenio Boer poco prima che cominciassimo il progetto per il suo primo ristorante a Milano. Erano un'eredità del vecchio ristorante del quale stavano prendendo il posto. Mi piacciono le linee pulite ed eleganti e la superficie che è invecchiata con questa patina, così unica.” G: “Ho una piccola collezione di apribottiglie tra cui spiccano un vigoroso tarzan e l’ultima arrivata, una foca in ottone che apre le bottiglie con la coda, che ha trovato Mario in un mercatino. Tuttavia, l'oggetto al quale sono più legato è il servizio di piatti della nonna, sono in ceramica decorata a rilievo, l’ho conservato per anni in soffitta finchè non abbiamo deciso di venire a vivere qui.”

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Abbiamo conosciuto Mario a un evento qualche anno fa e lo abbiamo incontrato nuovamente all’inaugurazione di un ristorante di cui aveva curato il progetto d’interni. Abbiamo seguito il suo percorso professionale con grande interesse e siamo molto felici di averlo con Giulio tra i nostri ospiti.  Grazie a loro abbiamo avuto l’occasione di approfondire un aspetto cruciale dell’abitare in una città come Milano: l’affitto. Per chi è solo di passaggio o non ha ancora trovato la casa giusta da acquistare, è una tappa obbligata che può far sentir sospesi nell’insoddisfazione. Mario e Giulio speriamo possano essere d’ispirazione per chi ancora non si sente a casa del tutto, ma ha voglia di personalizzare l’appartamento in cui vivrà presumibilmente per qualche anno, partendo magari da dove hanno iniziato loro: dal colore, dagli arredi e dalla storia che si desidera che la casa racconti di noi attraverso una collezione di oggetti.  E per chi non se la dovesse sentire, c’è sempre Giulio a cui rivolgersi per trovare un alloggio per un breve periodo! Grazie Mario, grazie Giulio, speriamo che i nostri passi si incrocino presto!

Cucina

È Ikea, con piano in laminato nero soft touch

Azulejos artigianali 

Li usiamo come sottopentola, li abbiamo presi in un mercatino a Lisbona

Bottiglia per olio in ceramica artigianale 

L’Olio del Frantoio Paparella

Cartoline 

‘Pit Stop – Budapest 1995’ di Bruno Bourel

Cartolina by Murtill

Teste decorative in ceramica 

Rituali Domestici collezione I Robinson modello Anita e modello Beppe

Lampada a braccio cromata 

Presa in un mercatino

Sale e pepe in ceramica

A forma di tette, souvenir di Giulia (collaboratrice di Mario) da Tenerife

 

 

Robot da cucina 

Kenwood

Piatto in ceramica rettangolare

Duro Portugal

Piatto in ceramica con volto 

Ceramiche Nicola Fasano

Vasi in ceramica verde e panna 

Ceramiche Antonio Fasano

Apribottiglie Tarzan

La Chaise Longue 

Lampade di modernariato 

In metallo cromato e vetro opalino

Sottopentola 

Ispirazione Alvar Aalto, di Majamoo

 

 

Candela multicolore a forma di ortaggio

Piera Bochner

Oggetti vari in vetro 

Presi ai mercatini

Vaso verde 

È vintage anni ’70

Lampada da tavolo 

Di modernariato, Pulcino di Sergio Mazza & Giuliana Gramigna per Quattrifolio

Cesta in rattan intrecciato

Potafiori

Piatti decorativi a muro

Tema e Variazioni di Fornasetti

Vasi in ceramica decorata 

Sono artigianali, pugliesi

Vaso in ceramica lavorato 

Cargo Milano

Vaso da terra in ceramica

Cargo Milano

Stampa 

Serene Stripes di Hanna Peterson

Cornici in corda 

Vintage, anni ’30

Poltrona in rattan 

È vintage

Ciotola in ceramica 

Antonio Fasano

Carrellino in ottone 

È vintage

Coppe e ciotole in vetro lavorato 

Sono vintage

Stuoie 

Lohals di Ikea

Sgabello in metallo verniciato verdone 

Di Max Lamb per HEM furniture

 

 

Lampada ingresso

Parentesi di Flos

Urna in ceramica decorata 

Trovato da un rigattiere in Thailandia

Piatto in ottone

È vintage

Comodino con piano in marmo nero venato 

È vintage

Appendiabiti in legno 

È di modernariato

Fotografie non firmate 

Fabbrica Reggiani

Bicchiere in ceramica 

Ceramiche Nicola Fasano

Specchio con cornice in ottone 

È vintage

Piatto in ceramica 

Oriente Italiano di Richard Ginori

Sedie 

Leggera di Gio Ponti per Cassina

Tavolo 

È vintage, in legno