Conosciamo Francesca, la padrona di casa, teoricamente da ancora prima di collaborare con lo studio di progettazione per cui lavora (sapete che Casamenu si occupa anche di foto e styling per servizi fotografici, sia per studi di architettura che per riviste di interior, vero?) Di Francesca ce ne avevano parlato benissimo mentre stava dando l’esame di abilitazione, un piccolo grande trauma che tutti gli architetti hanno dovuto passare all’inizio della loro carriera, e l’abbiamo conosciuta di persona in occasione del primo sevizio fotografico che abbiamo realizzato con Lupettatelier. Instancabile, piena di passione e di interessi, sempre gentile e con il sorriso, dolce e competente, quando ci ha parlato della sua cucina e della sua nuova casa milanese, non avevamo dubbi che avremmo voluto averla come ospite da pubblicare su Casamenu.

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Francesca, ci racconti chi sei e cosa fai?"Sono un architetto d’interni, mi sono laureata al Politecnico di Milano in Architettura, ma le mie passioni sono da sempre state l’arte e lo spazio interno. Lavoro per Lupettatelier, studio di architettura e Interior Design qui a Milano. L’atelier dedica la sua attenzione alla ricerca di un modo di abitare consapevole, in linea con le esigenze del vivere contemporaneo. Lavoro anche come libera professionista in Brianza e in provincia di Como. Sono autrice per Objectsmag e scrivo freelance per altre riviste del settore fra cui AD Italia. Non mi annoio mai, mi piace veicolare esperienze artistiche e ricercare bellezza." Non sei di Milano, cosa ti ha portata in questa città e cosa ti ha fatto restare? "Sono originaria di Arcore, una cittadina in provincia di Monza. Ho frequentato l’università a Milano e ho sempre fatto tappa qui per piacere, vista la vicinanza. Ne sono sempre stata attratta, nonostante sia molto attaccata alle mie radici, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di cercare un posto tutto mio, e appena ne ho avuto la possibilità mi sono rivolta a questa città speciale."

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Da quanto vivi qui?"Vivo in questo appartamento da un anno circa. Rappresenta la mia prima esperienza di vita da sola, ho sempre abitato con la mia famiglia in una casa grande con il giardino, un altro mondo. Qui in città cercavo un bilocale abitabile. Il mio lavoro non mi ha di sicuro aiutato nella scelta, non trovavo mai qualcosa che rispettasse le aspettative. Volevo qualcosa di unico e quando ho visto i soffitti di questo appartamento me ne sono subito innamorata." È stato questo dettaglio a farti scegliere casa tua?"Sì, credo sia questo che mi ha fatto sentire subito a casa. Guardo questi soffitti e penso a un tempo passato, alla storia lontana che ha abitato questi luoghi, se guardo gli aranci sul soffitto della camera mi immagino in un'altra dimensione. Di sicuro, oltre ai soffitti affrescati e ai pavimenti d’epoca, ha contribuito il piano alto. Ci troviamo al quarto piano e la luce naturale è protagonista degli ambienti. Inoltre, essendo esposto su due fronti, la luce è presente durante tutto l’arco della giornata. L’altro aspetto che mi ha spinto a scegliere questo appartamento è stata la vicinanza al centro e la metro sotto casa che mi permette, quando ne sento il desiderio, o per esigenze lavorative, di tornare in Brianza dalla mia famiglia e dagli amici, che vivono lì."

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Quanto influisce il quartiere nella scelta di una casa? "Porta Venezia mi ha sempre affascinata. È a nord della città, la parte che conosco meglio.Si tratta di un luogo vivo, sia durante il giorno che durante la notte. È come vivere all’interno di una piccola città nella città: questa zona mette a disposizione negozi di ogni tipo e tantissime realtà artigianali. Mi piacciono questo fare e questa dinamicità. Mi trovo in mezzo alla modernità di Porta Nuova e al quartiere Liberty di Porta Venezia, che frequento per gli acquisti quotidiani. Le mie sedie, per esempio, le ho acquistate in una galleria vintage proprio lì. Inoltre, sotto casa ci sono i Giardini Indro Montanelli, il Planetario e moltissimi musei e gallerie che calzano a pennello con la mia passione per l’arte. Mi piace vivere la città a piedi. Solitamente infatti cerco di fare lunghe passeggiate anche per raggiungere il lavoro."

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Sei intervenuta con una ristrutturazione? "La casa era in buone condizioni e gli spazi erano già divisi correttamente, per cui sono intervenuta solo in parte: abbiamo riportato in vita il vecchio camino che era stato murato, e siamo intervenuti sui rivestimenti del bagno e sull’ingresso. Per il resto ho lavorato con l’arredo. La mia esigenza primaria era quella di integrare cucina e soggiorno, che inevitabilmente dovevano convivere, per questo motivo ho cercato di pensare alla cucina non tanto come a un elemento funzionale ma come a un arredo, bello da vedere.Per cui il frigorifero, che desideravo fosse alto e abbastanza capiente, è stato integrato all’interno di un mobile, su disegno, che sembra un armadio, svincolato dalla cucina. La zona lavoro, rigorosamente bassa, si compone di una piccola lavastoviglie e di un forno combinato Smeg, che mi piaceva per l’estetica vintage. Sospeso, un pensile ad anta unica ricoperta da uno specchio. Lo scopo di questa superficie specchiante è quello di alleggerire la composizione e di riflettere il soffitto affrescato."  Che materiali e che colori hai scelto per la cucina? "La cucina è in legno laccato a colore con il piano in laminato. Ho scelto un verde molto chiaro, desaturato, che si chiama Tondo Doni e l’ho preso in prestito dalla Palette Michelangelo di San Marco. Non è certo stato un caso, vista la mia passione per l’artista rinascimentale. Tutti i colori della casa provengono da questa palette, e questa scelta mi rende estremamente orgogliosa perché mi rispecchia a trecentosessanta gradi." Cosa ha determinato le tue scelte stilistiche per quanto riguarda gli arredi? "Le scelte che ho fatto sono nate in maniera spontanea. Sono abituata a conoscere modelli e materiali nuovi, ogni giorno, e mi è piaciuto confrontarmi con i fornitori e gli artigiani che mi hanno aiutata a realizzare le mie idee. Mi sono fidata, soprattutto dal punto di vista tecnico. Giusto così, è bello dare fiducia a chi è bravo nel suo mestiere."

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Come immagini la tua casa ideale? "Non so come dovrebbe essere la mia casa ideale, di sicuro deve rispecchiare le mie passioni e deve essere inondata di luce. Vorrei fosse speciale, autentica, sofisticata ma non troppo. Quello che cerco di fare nella mia attuale casa è di circondarmi di cimeli speciali, e di sensazioni positive, gli oggetti che vedete attorno a me sono tutti frutto di articoli che ho scritto per le riviste con cui collaboro e di incontri che ho fatto." Come deve essere la tua cucina e che stile ha?"La mia cucina ideale deve essere unica: studiata su misura, elegante, e perfettamente integrata con il progetto totale della casa. Vorrei ci fosse un elemento in acciaio, riflettente, e che l’alzata terminasse con un ripiano su cui appoggiare quadri e oggetti. Niente pensili, vorrei fosse abbastanza spaziosa alla base per evitare di appendere altri volumi. Le colonne vorrei fossero a parte, per non “sporcare” la linearità della cucina. L’obiettivo è sempre lo stesso: mimetizzarla come se fosse un arredo."

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Cosa non può mancare a casa tua? "Di sicuro non può mancare la luce, naturale e spontanea di giorno, e calda e confortevole di notte, in grado di adattarsi alle abitudini della vita quotidiana. Mi piace anche l’idea che ci siano degli oggetti d’epoca, magari vintage o di modernariato, appartenenti a un’altra vita." E cosa in cucina?"In cucina non può mancare la caffettiera.E le tazze. Adoro le tazze. Francesca, hai un oggetto del cuore in cucina, cioè uno a cui sei emotivamente più legato?Senza dubbio la lampada che ho scelto per la zona giorno: la Diabolo di Flos. Questa lampada è stato l’ultimo progetto di Castiglioni per Flos. Nasce da un gioco, di origine cinese, e si compone di un saliscendi che le permette di trasformarsi. È frutto dell’amore di Castiglioni per il design interattivo e mi ha subito affascinato. Mi piace la sua forma, conica, che alla base è una circonferenza perfetta, mi piace il suo colore, intenso e intrigante (perfetto per la mia casa), mi piace il suo nome, beffardo, e mi piace la sua versatilità. Si adatta a seconda delle diverse esigenze e questo è l’aspetto che preferisco."

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Come passi il tempo a casa? "A casa non passo moltissimo tempo, solitamente la sera quando torno dallo studio. Spesso la sera lavoro, o scrivo, e mi godo la casa secondo i miei tempi. Sono momenti solo per me, in cui riesco a ritagliarmi i miei spazi e a concentrarmi sulle mie passioni e interessi." La cucina fa da aggregante?"Essendo soggiorno e cucina un unico ambiente, la cucina è decisamente un aggregante, soprattutto quando invito gli amici. Ho riscoperto il valore del momento del pasto in compagnia e dei momenti di relax attorno al tavolo."  Cucini tu o preferisci asporto/delivery? "Non sono mai stata un’amante dell’arte della cucina, forse perché mamma e amici mi hanno sempre abituata troppo bene, mi definivo solo una buona forchetta, amante del buon cibo. Da quando vivo sola però ho imparato a mettermi alla prova e ho imparato a sperimentare con il cibo. Mi piace l’idea di cucinare per me, per stare bene, in maniera equilibrata, e poi cucinare per gli altri, per creare momenti di condivisione. Sono un’amante dei dolci e della frutta. Il dolce che mi riesce meglio e che preparo agli amici è la cheesecake ai lamponi, ricetta della mamma."

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Noi la torta l’abbiamo provata ed era anche molto buona, ma quello che ci ha colpite rivedendo le foto, è che è intonata a uno dei colori principali della casa: il bordeaux. Francesca, hai una cura del dettaglio che è impressionante! In attesa di tornare a trovarti (magari per fotografare l’intera casa…?) e di rivedere i tuoi bellissimi soffitti affrescati che, per inciso, non sono esattamente la regola a Milano, nemmeno nei palazzi d’epoca, ci godiamo la passeggiata lungo corso Venezia fino in Duomo e poi fino a casa, ripensando a quanto ti assomigli la tua casa…Per questo diciamo entrambe, grazie dell’accoglienza, speriamo di rivedervi presto! PS: per tutti i golosi arrivati a leggere fino a qui, abbiamo una sorpresa: la ricetta della cheesecake della mamma di Francesca! CHEESECAKE AI LAMPONI Ingredienti:100 gr di burro180 gr di biscotti frollini (Campiello)250 gr di ricotta250 gr di mascarpone3 tuorli1 bustina di vanillina100 gr zucchero1 cucchiaio di farinaq.b. di marmellata (lamponi) Preparazione:Macinare i biscotti con il mixer e unirli al burro ammorbidito a bagnomaria o con il microonde. Mescolare bene e stendere il tutto in una tortiera da 26cm di diametro, rivestita con carta forno.A parte, in una terrina, versare il mascarpone da mescolare con il cucchiaio di legno, aggiungere poi la ricotta e mescolare il tutto. Aggiungere lo zucchero e la vanillina e amalgamare.Unire i 3 tuorli e il cucchiaio di farina. Stendere il tutto sul fondo di biscotti preparato in precedenza.Infornare a 180° per 30 minuti.Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e ricoprire la torta con una strato di marmellata di lamponi (o anche di lamponi frullati con lo zucchero).Mettere in frigo 1 o 2 ore, se si preferisce.

Cucina

Su misura realizzata dal falegname

 

Forno

Combinato, modello vintage di Smeg

 

Vasi in vetro neto opaco su piano cucina

Hedera matte di Changing Atmospheres

 

Tavolo

Tulip di Knoll 

Sedie

Vintage di modernariato della galleria MLab30 

 

Lampada a sospensione

Diabolo di Flos 

 

 

Ceramiche e posate

Degli anni ’20, presi da casa della nonna paterna

 

Bicchieri 

In vetro, di antiquariato, sempre presi da casa della nonna materna 

 

Vasi di vetro su camino e tavolo

Di Laboratorio di Maurizio Bergo

 

Bottiglia in vetro e brocca

Degli anni ’20, della bisnonna materna

 

Portafrutta 

Realizzato da GB Lavorazione Legno

 

Quadro sopra il divano

Mondi Interiori di Ilaria Franza 

 

Divano 

Realizzato da Villa Italo su disegno 

 

Poltrona vintage 

Degli anni ’50, recuperata da un mercatino vintage e rivestita con tessuto di Casamance 

 

Tavolino in ceramica verde

Westwing

 

Vassoio bordeaux 

Bitossi Home

 

Candela intrecciata 

Zara Home

 

Acquaforte 

Di Michele De Lucchi per Domus 

 

Candelabri antichi in ottone 

Emporio Mikika

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