La cucina di casaflatwig è il cuore dello studio di progettazione di interni e di design di Erica Agogliati e Francesca Avian, la stanza più grande e accogliente dove incontrare clienti, fornitori e amici.Inaugurata da pochissimo, casaflatwig si trova all’interno di un appartamento in zona La Maddalena, anche detta De Angeli per l’omonima piazza, il che ci rende molto felici sia perchè negli ultimi anni pare che non esista più nulla di creativo al di fuori di Brera o di Porta Venezia, sia perchè ci dà la possibilità di conoscere meglio anche questa zona di Milano, residenziale e a due passi da via Marghera e Corso Vercelli.

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Ragazze, quando vi siete conosciute? “Nel 2011 al Politecnico di Milano. Durante la laurea magistrale eravamo compagne di gruppo durante il corso di progettazione d’interni tenuto da Michele de Lucchi e Andrea Branzi. Ci è voluto un po’ di tempo per conoscersi, all’inizio non ci siamo risultate simpatiche a vicenda, ma poi con il tempo abbiamo capito di essere forti insieme proprio per il fatto di essere diverse e, allo stesso tempo, complementari. A dire il vero con il passare del tempo abbiamo pure capito di avere tantissime cose in comune.” Cosa vi ha fatto restare a Milano? “Erica è di Milano, anche se ha origini piacentine, mentre Francesca è di Genova.Milano ha rappresentato per entrambe un luogo di grandissima ispirazione durante gli studi di laurea magistrale. Abbiamo avuto la fortuna di avere professori incredibili, oltre al fatto che la città stessa è ricca di cultura degli interni.Siamo state a Londra per quattro anni ma, per varie ragioni sia personali sia professionali, abbiamo deciso di tornare. Abbiamo ri-scelto Milano per il suo essere internazionale e perché ci permette di essere vicine alle persone a cui vogliamo bene.” Com’è nato e come si è evoluto Flatwig? Flatwig è nato dalla voglia di fare qualcosa assieme dopo l’università. All’inizio pensavamo che sarebbe diventato un brand: avevamo disegnato e prodotto una collezione di anelli e pendenti in acciaio inox che hanno avuto anche un discreto successo. La collezione era tagliata al laser, da qui “flat”, “wig” non ricordiamo bene come sia arrivato, ma alla fine “Flatwig” suonava cool. Poi nel 2016, dopo esserci trasferite a Londra, un amico ci ha chiesto se volessimo occuparci del progetto di interior per il suo nuovo locale a Dalston. Abbiamo ovviamente accettato con entusiasmo e abbiamo capito che Flatwig sarebbe potuto diventare Flatwig Studio, uno studio di interior design, che era proprio quello che entrambe avremmo desiderato realizzare un giorno. L’occasione per metterci davvero in gioco era arrivata.”

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Come siete passate da Flatwig Studio a casaflatwig? Casaflatwig originariamente è nata come casa di Erica. È l’appartamento in cui ha vissuto alcuni anni prima di trasferirsi con il suo compagno in un altro appartamento, in zona Isola. Il quartiere non è stato scelto per nessuna ragione particolare, se non per la comodità e la vicinanza al centro e la connessione ai mezzi pubblici. Allo stesso tempo è un quartiere in cui è bello passeggiare, ci sono interessanti architetture, cortili interni pazzeschi e angoli di quiete da scoprire.” Come sono state le vostre precedenti esperienze abitative?“Cercare casa a Milano è piuttosto complesso. Richiede tempo di analisi per capire l’offerta e poi un tempo in cui è necessario capire come scendere a compromessi. Le nostre case precedenti erano a Londra ed erano molto piccole. Erica abitava nel quartiere di Islington mentre Francesca ad Hackney, ma comunque eravamo molto vicine. Nonostante le dimensioni ridotte degli ambienti, niente ci ha mai impedito di organizzare cene con gli amici. La convivialità è sempre stata fondamentale per il nostro benessere.” Quanto ha influito il quartiere nella vostra ricerca della casa? Francesca: “Abito a NoLo (per chi non è di Milano, NoLo è la contrazione di “a nord di piazzale Loreto) e il quartiere ha influito moltissimo sulla scelta della casa. Spendo molto tempo libero nella mia zona e mi piace poter spendere un po’ del mio tempo anche per andare a casaflatwig la mattina, sia utilizzando la bici sia con i mezzi pubblici. Il tempo di commuting mi dà la possibilità di distendere la mente e di arrivare al lavoro più rilassata.”Erica: “La scelta della casa è stata maggiormente influenzata dall’appartamento in sè piuttosto che dal quartiere. Nonostante sia ben connesso al resto della città e interessante da scoprire, non ha pesato particolarmente sulla scelta. Anche se poi ogni quartiere ha delle particolarità che scopri solo una volta che lo frequenti. Per esempio, un appuntamento fisso è il mercato rionale del giovedì mattina in via Osoppo dove spesso acquistiamo i prodotti con cui prepariamo i nostri pranzi in studio. Se devo proprio vederci un difetto, molte nuove attività decidono di aprire in zone con più hype, quindi forse qui nel quartiere manca un po’ di innovazione.”

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Com’è nata casaflatwig?“Casaflatwig è nata dalla voglia di avere uno spazio che rappresentasse Flatwig Studio a 360°. È uno studio ma con l’atmosfera di una casa: fondamentale infatti è la cucina, che viene sfruttata molto per preparare pranzi di studio o snack per i clienti. La casa rappresenta per entrambe un rifugio e allo stesso tempo uno spazio di convivialità.” Come avete personalizzato casaflatwig? “Innanzitutto casaflatwig è stata ricavata da un grande appartamento da cui sono state ottenute due distinte unità abitative. A livello di finiture, è stato mantenuto e risistemato il parquet in cucina e in quella che era la camera da letto e che attualmente è il nostro l’ufficio. In ingresso e nel corridoio è stato scelto un pavimento in linoleum verde marmorizzato, ma il tratto distintivo dell’appartamento è la parete curva in vetrocemento che divide il bagno dalla cucina. I mattoni in vetro creano interessanti giochi di luce sia di giorno sia di sera con la luce artificiale. L’idea è stata quella di riflettere negli interni lo spirito anni ’50 dell’edificio. Infine, il bagno è stato pensato come un ambiente uniforme, che riprende le cromie del pavimento in linoleum.”

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Che ruolo ha la cucina a casaflatwig? “Prima di tutto, casaflatwig è un ambiente calmo in cui allo stesso tempo si trovano i tipici segni espressivi di uno studio di design. È abbastanza comune sentir parlare di case studio, ovvero case in cui i professionisti vivono e creano anche uno spazio per il loro lavoro. In questo caso è il contrario: casaflatwig è uno studio, ma abbiamo voluto che mantenesse lo spirito di una casa. Qui lavoriamo ai nostri progetti, allo stesso tempo teniamo moltissimo ai pasti e cerchiamo di dedicare sempre un’ora alla pausa pranzo. La cucina fa decisamente da aggregante, il tavolo della cucina è dove accogliamo i clienti, dove facciamo le presentazioni e dove organizziamo cene. Erica è la persona in carica della cucina. Sin da piccola coltiva una grande passione per il cibo e, negli ultimi anni, a partire da Londra, ha iniziato un percorso di ricerca individuale che ha portato ad alcune collaborazioni con chef. La nostra filosofia sul cibo è molto simile a quella sul progetto: spesso prediligiamo cibo “di serie b” o considerato povero e lo ri-valorizziamo. Dal momento che entrambe adoriamo le uova, abbiamo dedicato loro un progetto, un portauovo in marmo per Marimar. Erica le può preparare in molti modi, ma adoriamo anche semplicemente l’uovo a la coque.” Come deve essere la vostra cucina? “La cucina qui a casaflatwig è pratica e funzionale: top in acciaio inox e piani cottura in appoggio che si alzano e permettono di ampliare lo spazio di lavoro. Un grande lavandino e totale assenza di pensili a favore di un’organizzazione più spontanea e libera.”

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Avete un oggetto del cuore in cucina?“Sì, un servizio di piatti acquistato al mercatino dell’antiquariato dei Navigli qui a Milano. Piatti dai bordi chunky, ma raffinati, trendy ma senza tempo. Oggetti caratterizzati da contrasti, in pieno spirito Flatwig.” Cosa non può mancare a casa vostra?“A casaflatwig non manca mai la musica. Abbiamo il nostro profilo Spotify che curiamo regolarmente e che usiamo per realizzare playlist tematiche. Anche la luce è un elemento che teniamo molto in considerazione in tutti i nostri progetti, la utilizziamo per definire gli spazi e immaginiamo sempre diverse combinazioni per creare la giusta atmosfera. Inoltre, per noi poter dare ampio spazio alla convivialità è una priorità.” E in cucina?“Erica è una persona estremamente pratica e, nel momento in cui ha dovuto progettare la cucina per sè, prima ancora che il suo appartamento diventasse casaflatwig, ha voluto non mancassero degli elementi specifici. Prima di tutto la cucina è leggermente più profonda e più alta di quelle standard. È stata pensata come un ibrido tra una cucina professionale e una domestica. Della cucina professionale prende le dimensioni e il top in acciaio inox, funzionale e igienico (il fatto che si righi è il suo bello, l’usura non ci spaventa). Della cucina domestica invece prende l’aspetto e la scelta dei materiali. In particolare, i piani a ribalta di Alpes Inox sono fondamentali in quanto permettono di ampliare lo spazio di lavoro all’occorrenza."

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Quali sono i vostri progetti futuri? “Abbiamo molti progetti nel cassetto e molti progetti che stiamo per attuare. Per il momento c’è stata un’inaugurazione di casaflatwig e abbiamo in programma di proseguire con una design experience che metta insieme design, cibo e convivialità, sia per gli addetti ai lavori ma anche a chi voglia avvicinarsi al mondo del design e all’universo Flatwig.”

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Prima di lasciare Erica e Francesca abbiamo avuto un assaggio di come il pranzo sia un appuntamento speciale a casaflatwig e di come basti mettere cura e quei due minuti in più per avere una ricetta veloce ma ben presentata e una tavola che non si accontenta di complementi della tavola qualsiasi. Pur non potendo condividere l’amore per le uova, se non per Gudetama (scusate ragazze!!), ci è venuta fame e ci siamo pentite di non aver fatto almeno un tentativo per riconciliarci con questo alimento così… strano, ma vogliamo ringraziarvi di cuore non solo per la gentilezza con cui ci accogliete sempre, ma anche per averci fatto venire inaspettatamente fame. Speriamo di rivedervi presto alle prossime design experiences di casaflatwig, intanto, brave!

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Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Cucina

Disegnata da Flatwig Studio e realizzata su misura da Falegnameria Cuore di Legno: ante in Fenix color verde commodoro, maniglie Hewi, top in acciaio inox custom made realizzato da Basei srl, piastrelle Zellige di Marazzi, piani cottura a induzione F 530/2EI di Alpes Inox, cappa Falmec (fuori produzione), forno a vapore Hotpoint Ariston Steam di Ariston.

 

Sul piano della cucina

Bollitore Plissè, design Michele de Lucchi per Alessi.

Brocca verde in vetro recuperata dalla cantina della casa di campagna dei nonni di Erica.

Mortaio in marmo nero di Ikea.

Portafrutta di H&M home.

Porta spugnette a forma di banana, di Tiger.

Cucchiai in ceramica bianca acquistati a Londra da Twentytwentyone.

Barattoli per il sale, di Ikea.

Bottiglie olio, di recupero.

Piatto quadrato di ceramica bianca, di Ikea.

Spugne per piatti di Labour and Wait.

 

Sulla barra

Posate da insalata in legno di Bloomingville.

Colino in acciaio inox di Labour and wait.

Tagliere in legno di Tiger.

Imbuto in acciaio inox recuperato dalla casa di campagna della nonna.

Padella in ferro castrino di Typhoon.

Cucchiaio di legno di Kitchen Provisions, London.

Ggrattuggia per scorza d’agrumi, noce moscata e aglio di Muji.

Forbici verdi di Kitchen Provisions, London.

Forbici bianche di Prep, London.

Conchiglia di capasanta, usata solitamente come poggia mestolo.

 

Sopra alla cappa

Capitan America trovato nell’uovo di Pasqua.

David di Michelangelo con cappello di Natale, preso come souvenir a Venezia.

Tavolo

House Doctor.

 

Sul tavolo

Prototipi di tovaglioli della collezione “Insieme” di Flatwig Studio.

Porta candela disegnato da Flatwig Studio x Santa Margherita Wines in occasione del progetto “The Surreal Table” curato da Davide Fabio Colaci.

Porta uovo per Marimar.

Brocca in terracotta, artigianato marchigiano.

Cestino in radici di vetiver interecciate, artigianato del Madagascar.

Piatti di modernariato acquistati al Mercatino sul Naviglio grande a Milano.

Bicchieri Galbiati Milano.

Posate Ikea.

 

Sedie

Naïve Dining Chair di Emko.

Lampadario 

Cirkus di Ago Lighting.

 

Credenza

È un porta documenti vintage acquistato da Di Mano in Mano. 

 

RICETTA DEL PRANZO DA STUDIO FLATWIG: 

Uovo poiché, crema di yogurt greco aromatizzata al timo, olio aromatizzato all’aglio e alla paprika fatto da Erica.