Dopo 8 anni passati negli Stati Uniti Ludovica ha deciso di tornare a vivere nella sua città, Milano, e ora lavora come editor della narrativa in Garzanti. Da circa 1 anno vive in un bell’appartamento in uno stabile di ringhiera di inizio Novecento in zona China Town. È una casa che conosciamo bene perchè l’abbiamo fotografata insieme alla progettista che si è occupata della ristrutturazione, l’architetta Betti Sperandeo, cioè la mamma di Ludovica.  Se non conoscete questa zona, se non la frequentate abitualmente, vi state perdendo un quartiere a due passi dal Parco Sempione e da Garibaldi/Brera, dal Cimitero Monumentale  (praticamente un museo di scultura a cielo aperto), dalla Triennale e dalla sede dell’ADI. Trovate ristoranti e bar di tutti i tipi, piccoli o grandi negozi in cui trovare cibo da tutto il mondo, botteghe storiche e alimentari di quartiere.  È una zona molto ben servita e, che sia con il 10 o il 14 (se non siete di Milano, stiamo parlando di tram), la raggiungiamo almeno una volta al mese per goderci un’atmosfera sempre allegra, a volte affollata, ma ancora piacevolmente vivibile.

Ludovica, come sono state le tue precedenti esperienze abitative?“Negli ultimi dodici anni ho vissuto in contesti abitativi diversissimi tra loro: a New York ho cambiato casa tante volte, sempre con coinquilini diversi, l’ultimo è stato un brasiliano, che è diventato il mio ragazzo e che mi ha seguita in Italia. Abbiamo vissuto qui in Paolo Sarpi per qualche anno, poi ci siamo lasciati e questa casa ha inaugurato la mia nuova vita. Vivo qui da più di un anno e mi sono trovata così bene in questa zona che, quando ho cercato una casa in vendita, sono voluta rimanere nel quartiere.” Com’è la China Town milanese?Milano è la mia città, ma non avevo mai frequentato molto questo quartiere. Quando ci sono capitata, l’ho adorato istantaneamente. Mi piace perché è sempre molto vivo, ci sono tantissimi bar e ristoranti, molti giovani, ma anche molte persone che sono qui dagli anni Sessanta, e poi resistono i negozi “classici, di quartiere” (calzolaio, sartoria, macelleria, etc…), che invece non si trovano più in altre zone che, come questo, hanno subito una gentrificazione recente.”

Ludovica04@-Casamenu
Ludovica06@-Casamenu
Ludovica07@-Casamenu (1)

Cosa ti è piaciuto di questo appartamento?“Dopo aver vissuto in affitto qui in zona, desideravo restare nel quartiere. Avevo visto pochi altri appartamenti in vendita, ma alcuni erano troppo cari, altri troppo piccoli e altri ancora semplicemente troppo brutti. Non avevo urgenza e, anzi, stavo per rimandare la questione dell’acquisto di una casa mia, quando ho trovato l’annuncio per questo appartamento: in zona, della metratura che cercavo e al terzo piano (prima trovavo solo appartamenti al pian terreno o al primo), ma soprattutto, quando sono venuta a vederlo mi sono sentita a casa.” Come dovrebbe essere la tua casa ideale? “Direi che per ora è proprio questa! Mi piace la casa, la zona, i colori, ma anche il condominio (una vecchia casa di ringhiera) e le persone che ci vivono. L’unica pecca forse è l’ascensore, che si può usare solo con una chiave, ed è anche di un colore orrendo…”

Come siete intervenute con una ristrutturazione? “Quando ho visitato la casa e ho capito subito che mi piaceva, ho chiamato mia madre e le ho chiesto di venire a vederla. L’arredamento non era in linea con i miei gusti e nemmeno la disposizione degli ambienti rispondeva alle mie esigenze, dal momento che i proprietari precedenti erano una famiglia con 2 figlie. Oltretutto avevano già provveduto a sostituire porte, infissi e pavimenti con una radicale ristrutturazione che purtroppo non ha conservato nessun elemento originario di inizio Novecento. Ho capito però che la mamma la immaginava già ristrutturata e mi ha dato la sua benedizione per acquistarla. A quel punto abbiamo cambiato quasi tutto: pavimento, muri, colori… Una cosa che mi piace particolarmente sono le cementine artigianali che abbiamo usato in cucina, all’ingresso e nei due bagni. Sono infatti il tipico rivestimento dei pavimenti delle case di ringhiera milanesi! Per creare una continuità tra il ballatoio esterno e l’ingresso dell’appartamento fino alla cucina, le cementine sono state pensate come un susseguirsi di diverse forme geometriche (quadrati / esagoni), un cannocchiale ottico che attraversa longitudinalmente l’appartamento.”

Ludovica12@-Casamenu

Ludovica, come passi il tempo a casa? “A leggere o guardare la TV. Ogni tanto – poco, direi – lavoro da casa, quindi ho adibito a studio la cameretta per gli ospiti.” La cucina fa da aggregante o la usi poco, solo per cucinare qualcosa di veloce? Non ho mezze misure, quindi la cucina la uso per cucinare cose velocissime al microonde oppure per preparare delle grandi cene, per cui finisco sempre per invitare molte più persone del previsto e quindi a cucinare piatti enormi ed elaborati.” Hai un piatto forte?“Si, è banalissimo ma piace a tutti: gli asparagi al forno con olio sale e pepe.”

Ludovica17@-Casamenu

Come deve essere la tua cucina?Le dimensioni della cucina erano molto limitate e per questo motivo, sul lato del lavello, mia mamma ha pensato di mettere un lungo specchio, per aumentare visivamente lo spazio con un gioco di riflessi. Ha dipinto i pensili in azzurro-cemento come le pareti, per ottenere maggiore omogeneità cromatica, fino a renderli mimetici. Dall’ingresso poi si nota subito il tavolo rotondo vintage sormontato da due lampade in vetro, che enfatizzano lo spazio e lo rendono colorato e accogliente, mentre la panca rende tutto più intimo e caldo. Infine, l’apertura sulla sala da pranzo crea un effetto di continuità così che i due ambienti si susseguano in modo fluido e quando organizzo una cena non mi senta sola, relegata in cucina.”

Ludovica18@-Casamenu (1)
Ludovica19@-Casamenu (1)

Ludovica, cosa non può mancare a casa tua? Una grande libreria e un grande televisore.” E cosa in cucina?“In questa cucina ci sono due cose che prima non avevo e a cui ora non rinuncerei mai: il forno a microonde e la lavastoviglie!” Hai un oggetto del cuore in cucina?“Forse il calendario di Enzo Mari, che mi ha regalato mia mamma per Natale!”

Ludovica22@-Casamenu
Ludovica23@-Casamenu
Ludovica25@-Casamenu

Bellissima è stata la scelta dei colori dell’intero appartamento, intensi, scuri e polverosi, ravvivati qui in cucina dal tavolo e dalle lampade di vetro.  Non solo la cucina è nera, cosa che ci piace tantissimo, ma anche le pareti non vogliono rischiarare la stanza, quanto darle una profondità e un’intimità che la scelta più semplice - il bianco - avrebbe appiattito. La mamma di Ludovica, Betti Sperandeo, ama il colore, forte, deciso, nei suoi progetti come nei suoi quadri, bellissimi, e lo rende protagonista tanto quanto lo sono gli arredi.Per dare luce e per ingrandire otticamente la cucina, ha scelto un para schizzi a specchio e ha previsto dei pensili solo su un lato della stanza, alleggerendo e dando più respiro alla parete opposta. Anche l’assenza di sedie, preferendo loro una panca, e la scelta di un tavolo proporzionato alle dimensioni della stanza, hanno contribuito alla buona riuscita di una cucina dove c’è tutto, ma nulla è superfluo. La nicchia e l’apertura che dà direttamente sul soggiorno sono la ciliegina sulla torta, per rendere una piccola cucina quanto più spaziosa e piacevole possibile.E poi che fortuna, Ludovica, ti basta aprire la finestra per essere in una delle zone di Milano che più amiamo!  Grazie mille, a te e a Betti!

Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Cucina

Disegnata su misura su progetto dell’architetto Betti Sperandeo e realizzata da Mobilart di Marco Rivolta (piano in rovere, ante delle basi laccate nere, mentre quelle dei pensili sono laccate dello stesso colore del muro, un azzurro cemento).

 

 

Tavolo da pranzo

Vintage, a cui è stato sostituito il piano in vetro colorato.

 

Lampade a sospensione

Vintage, in vetro colorato.

 

Lampada a parete, nella nicchia

Teti di Magistretti per Artemide.

 

Servizio da thè

Vintage, della bisnonna.

 

Teiera in acciaio

Vintage.

 

Cuscini sulla panca

Pois a Righe.

 

Cementine

Quadrate per l’esterno (ballatoio) ed esagonali per l’interno. Sono di Tomasello di Palermo.

 

Quadro all’ingresso

Con tecnica a olio a opera di Betti Sperandeo

 

Applique

Nera e ottone di Tansini.