Abbiamo conosciuto l’ospite di oggi, Arabella, grazie alla segnalazione dell’architetta che le ha realizzato la cucina su misura e ci siamo innamorate all’istante del suo mini appartamento.  Prima di tutto si trova in una zona che abbiamo iniziato a conoscere proprio grazie agli ospiti di Casamenu e che ci ha molto colpite. Vicino ad Arabella vivono infatti Maddalena, Vanessa, i CTRLZAK e infine Rosa, che tra l’altro ha una cucina realizzata sempre su misura da Raffaella Guidobono, esattamente come l’ospite di oggi. Ci troviamo nella zona nord di Milano, ma la strada dove abita Arabella sembra uscita da una cartolina di un paesino di provincia, uno di quelli che un po’ tutti ricordiamo perchè da bambini ci abbiamo passato le vacanze con i nonni, con il bar sotto casa, dall’insegna anni Ottanta, il porfido al posto dell’asfalto, edifici bassi, case di ringhiera non ancora ristrutturate, capannoni industriali oggi riconvertiti e, dal balcone, un’affaccio sul verde di un grande giardino. L’unico rumore, occasionale, è quello di chi cerca disperatamente parcheggio, un suono in loop, comune a tutta la città, oramai. Arabella è capitata qui per caso, le è piaciuta la zona, ha preso casa, minuscola e fascinosa, e si è trasferita in attesa di ripartire per mille viaggi e una nuova avventura in Africa. La sua cucina già parla di queste partenze e siamo felici di potervela mostrare prima che lasci Milano per qualche tempo…

Chi sei e cosa fai?“Sono Arabella e sono nata e cresciuta a Milano. Dopo aver terminato il corso di Decorazione all'Accademia di Brera oltre a Milano ho vissuto per alcuni anni in Cornovaglia, poi, complice il lavoro da ingegnere del mio fidanzato, in Camerun e presto in Algeria. Ho lavorato diversi anni come venditrice in alcuni showroom di moda a Milano ma parallelamente mi sono sempre dedicata ad altri progetti creativi. L'ultimo, @choupibag, nasce dalla collaborazione con alcuni detenuti del carcere di Yaoundé, capitale del Camerun. I detenuti creano delle borse interamente ricamate a mano riciclando i sacchi che originariamente arrivano in carcere contenenti riso o farina. Me ne sono innamorata quando le ho viste in Camerun e ho deciso di provare a proporle qui a MIlano! È un progetto nato un po’ per caso e che coniuga il mio insaziabile interesse per l'artigianato con una buona causa. Far arrivare le borse in Italia è molto complicato adesso che non vivo più lì e la logistica si basa su una sorta di passaparola informale che rende il tutto tragico ed esilarante allo stesso tempo.” Cosa ti ha fatto restare a Milano, per ora?“Milano è la città dove ho comprato casa e che ho scelto come base a cui tornare tra un spostamento e l'altro. È il luogo dove vivono molte delle persone che amo e che mi restituisce un senso di familiarità. È una città con cui ho avuto un rapporto conflittuale fino a pochi anni fa, ma che oggi invece amo molto. Mi piace esplorare le zone che in passato conoscevo meno, quelle fuori dai classici percorsi, e amo il suo incessante reinventarsi e cambiare.”

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Che storia ha la tua casa?“Prima condividevo un appartamento in zona Isola, dove c'era un continuo flusso di inquilini. Per i primi anni è stato divertente e andava benissimo perchè a Milano passavo solo qualche mese all'anno. Alla fine però sentivo veramente l'esigenza di un posto mio, dove poter chiudere fuori il mondo all'occorrenza.Da un paio d’anni vivo in una tipica casa di ringhiera, composta due stanze a cui si accede dal ballatoio. Il proprietario era nato qui, come alcuni altri inquilini del palazzo, credo sia una cosa bellissima. Ho trovato la casa quasi per caso, dopo averne viste molte altre. Era rimasta sul mercato per quasi un anno e ormai era stato rimosso anche l'annuncio perché il proprietario si era arreso. Il motivo era che, quello che oggi è il mio appartamento, erano letteralmente due stanze in casa sua, infatti per accedere si doveva passare dal suo salotto. Trattandosi di due stanze all'interno di un appartamento non era registrata al catasto come unità abitativa quindi era ufficialmente inesistente, ergo non vendibile. Le difficoltà burocratiche avevano scoraggiato i possibili acquirenti. Per qualche motivo io invece ho deciso che faceva proprio al caso mio e, superate le difficoltà, eccomi qua!” Cosa ti è piaciuto di questo appartamento, viste le difficoltà?“Quando l'ho visto per la prima volta, le due stanze erano una camera da letto e un salottino che facevano ancora parte dell'appartamento adiacente. Non c'era un bagno né una cucina e non aveva nemmeno la porta d'ingresso! Le ragioni che me lo hanno fatto scegliere sono stati la vista sul verde dal balconcino su fronte strada e il desiderio di misurarmi con una sfida nuova!”

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Arabella, quanto influisce il quartiere nella scelta di una casa? Com’è il tuo?“L’appartamento si trova in un quartiere chiamato Dergano. È una parte di Milano tranquilla ma molto creativa, piena di piccole attività, botteghe e associazioni di quartiere.Ricordo ancora la prima volta che sono arrivata qui, un pò per caso, e sono rimasta colpita da quanto si respiri un'aria di paese. È stato principalmente questo il motivo per cui un anno dopo ho deciso di cercare casa in questa zona. È una bella base a cui tornare ogni volta, perché mi fa sentire protetta e accolta.Nella via in cui abito ci sono una falegnameria, un calzolaio, un laboratorio di ceramiche, una bottega che realizza bellissimi gioielli, un laboratorio che crea bellissime camicie e foulard di seta stampati, e tante altre piccole attività.Sotto casa c'è il bar tabacchi e la famiglia che lo gestisce abita nel palazzo da generazioni. È uno di quei posti dove tutti si conoscono e alcuni clienti passano mattine intere a parlare di calcio o di politica o di chissà che altro.Il posto che preferisco in assoluto è il Nuovo Armenia, un'associazione culturale che ha sede in una vecchia stalla all'interno del parco Nicolò Savarino, a due passi da dove abito. Oltre a tutta una serie di altre attività culturali e incontri si può prendere l'aperitivo nel giardino e si ha l'impressione di non essere più in città. Le sere d'estate organizzano il cinema all'aperto e anche quando non vado mi piace sentire le voci che arrivano in lontananza dal parco. Il cinema all'aperto mi fa pensare alle serate estive da bambina, al mare e alle vacanze. La prima volta che sono arrivata a Dergano era stato per il Cinema di Ringhiera, una rassegna cinematografica organizzata da Nuovo Armenia nei cortili delle case di ringhiera derganesi. È stato un sogno.”

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Come dovrebbe essere la tua casa ideale?“Credo che la casa ideale sia quella in armonia con le esigenze di chi la abita. Questa casa lo è perchè mi permette di avere un piccolo posto a cui tornare e dove ritrovarmi quando sono a Milano. Il fatto di averla dovuta costruire praticamente da zero mi ha permesso di farla esattamente come la volevo e quindi di sentirla molto mia.” Quali sono i pregi e i difetti di casa tua?“I pregi sono l'affaccio, i soffitti alti, la tranquillità della strada. l fatto che l'appartamento abbia una superficie calpestabile di soli 32 mq è al contempo un pregio e un difetto. Un pregio perché essendo così piccola è facilissima da gestire, e inoltre mi ha obbligata a riflettere su cosa sia veramente necessario per sentirsi bene in uno spazio. Mi sono accorta che a volte basta molto poco. Allo stesso tempo però, a volte vorrei un pò di spazio in più per poter accogliere più persone o uno sgabuzzino dove nascondere uno scatolone o la scopa!” Come passi il tempo a casa?“Passo molto tempo a casa quando sono a Milano e quindi ho trovato delle soluzioni per poterla utilizzare per lavorare, fare ginnastica, guardare film sul proiettore, invitare amici... A volte bisogna spostare qualche sedia, ma in linea di massima riesco a fare tutto!Ogni centimetro è stato pensato per funzionare ed essere accogliente. La cucina diventa quindi cinema o home office, a seconda delle esigenze e, vivendo sola a Milano per la maggior parte del tempo, la utilizzo soprattutto quando invito amici a cena, mentre per me tendo a preparare piatti veloci e poco impegnativi.”

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Arabella, come hai personalizzato l’appartamento e, in particolare, la cucina? “La casa era completamente da ristrutturare. La progettazione degli spazi è stata decisa da me ed eseguita da un'impresa. La cucina invece è stata progettata con Raffaella Guidobono di Leftover Design. Durante la ristrutturazione abbiamo trovato il vecchio camino che nel frattempo era stato murato e lo abbiamo riaperto. Lo specchio sul camino è di recupero e la mensola è stata ricavata dallo scarto di un pezzo di marmo utilizzato per la cucina di casa dei miei nonni. C'era anche un controsoffitto che è stato eliminato per riportare alla luce le travi di legno, su cui ho deciso di lasciare le vecchie tracce di colla e i chiodi, che trovo bellissimi!La dimensione molto ridotta e il fatto che l'unico muro presente sia un muro portante hanno ridotto praticamente a zero la possibilità di fare interventi strutturali. Il lavoro si è quindi concentrato su come rendere lo spazio funzionale e accogliente e soprattutto renderlo il meno angusto possibile. Credo di aver fatto migliaia di schizzi per decidere la disposizione dei mobili e come gestire lo spazio disponibile! I miei amici mi prendevano in giro perché era praticamente un'ossessione.Sono molto felice del risultato nel suo insieme. Posso passare intere giornate in casa e non sentirmi costretta, cosa non scontata data la dimensione dell'appartamento. Molto del merito va però all'affaccio del balconcino, davanti al quale si staglia un enorme abete e la bella villa del Municipio... non sembra di essere a Milano!”

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Come deve essere la tua cucina?Per me la cucina è sempre stato il luogo dove fare i compiti, leggere, vedere amici, stare con la famiglia. Quindi anche oggi penso a questo spazio come a un luogo accogliente ma pratico. Non so se ho uno stile preferito, ma amo le cucine che raccontano la personalità o la storia di chi le vive.Come vi dicevo, la mia è stata realizzata da Raffaella Guidobono, quindi alcune scelte stilistiche sono sue, mentre il verde è stato scelto da me. Inizialmente pensavo a un bianco, ma Raffaella mi ha incoraggiata a scegliere un colore e oggi sono molto contenta di averlo fatto.La cucina è piccola, ma ha praticamente tutto ciò che serve in termini di spazio e di elettrodomestici. Siamo anche riuscite a inserire una piccola lavastoviglie! Non volevo pensili e quindi la sottile mensola in metallo con cappa nascosta si è rivelata una scelta vincente per non appesantire visivamente la stanza e per creare uno spazio utile per riporre piatti e bicchieri.L’altro contenitore, la piccola vetrina in cui tengo le tazze che porto a casa dai miei viaggi, apparteneva alla famiglia di mio padre e la amo moltissimo.La caldaia e il forno sono nascosti all'interno di una sorta di colonna a fianco del lavandino. L’ho fortemente voluta per evitare che ci fossero elettrodomestici a vista.Ogni oggetto ha una storia precisa e mi ricorda un viaggio, un incontro, un evento. È come sfogliare un album di fotografie.Per esempio, le luci sono state personalizzate da me con uno smalto nero per renderle più interessanti, i fiori secchi sono stati raccolti intorno alla casa dei miei genitori in Toscana, un altro luogo del cuore. I cesti vengono dal Camerun, li abbiamo acquistati mentre eravamo imbottigliati nel traffico... i venditori ambulanti sfruttano la situazione passando tra le macchine carichi di qualsiasi cosa!Il piano del tavolo di marmo rosa arriva da un mercato delle pulci ed era stato un acquisto impulsivo di quasi 10 anni fa, quando ancora non avevo una casa mia, ed è rimasto in un garage fino a quando non ho acquistato questo appartamento. Le sedie appartenevano ai miei genitori e le ho semplicemente sverniciate.La piccola mensola all'ingresso è stata fatta da un falegname su richiesta. Sui muri ci sono ventagli che arrivano dal Camerun e dalla Sicilia, così come che i piatti e i bicchieri sono un mix proveniente dal Camerun, Marocco, Toscana e Sicilia. Anche le pigne sulla mensola del camino arrivano da lontano, da Palermo, luogo che amo moltissimo e casa del mio fidanzato. Le foto alle pareti fanno invece parte di un mio vecchio progetto artistico a cui sono molto legata.”

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Cosa non può mancare a casa tua? “Un divano comodo per lavorare, leggere e guardare film... Una sorta di luogo sacro.In cucina invece ho voluto fortemente la lavastoviglie dopo aver passato anni a lavare i piatti a mano e ne ho trovata una piccolissima che va bene per una persona. Nella casa precedente non avevamo né uno né l'altro e ho deciso di togliermi questa voglia!” Hai un oggetto del cuore in cucina, cioè uno a cui sei emotivamente più legato?“Il piccolo cesto sulla mensola dell'ingresso. Un oggetto molto semplice acquistato da mio nonno durante la sua permanenza in Somalia, luogo in cui ha vissuto per molti anni prima che esplodesse la guerra. Anche mia madre vi ha vissuto parte della sua infanzia e i suoi racconti di animali ed avventure erano le mie storie preferite da bambina.”

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Se pensiamo che la casa di Arabella è composta da due sole stanze e che la cucina occupa di fatto metà appartamento, ci è chiaro quanto questo spazio della casa sia fondamentale e insostituibile, anche quando i mq sono contenuti.  Se poi pensiamo che qui c’è tutto, compreso ogni elettrodomestico possibile e immaginabile, e che non sono stati previsti pensili, Arabella ci ha dimostrato che quello che conta per vivere bene non solo non è una questione di quantità (di spazio, di oggetti, di cibo, di attrezzature), ma è piuttosto il sapere di cosa si ha veramente bisogno, progettando e vivendo senza sprechi, indipendentemente da che si viva in un monolocale o in un loft di 300mq.E poi, che stile! Cosa ne pensate? Grazie Arabella per averci ospitate per una giornata intera e per averci fatto conoscere una zona di Milano fatta di un labirinto di stradine strette, che si gira a passo d’uomo, come fosse un paese.È stato un bel cambio di prospettiva, quasi una vacanza!

Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Cucina

Realizzata su misura da Raffaella Guidobono di Leftover Design

Piano cottura induzione VÄLBILDAD di Ikea

Frigorifero sottomano integrato HUTTRA di Ikea

Lavastoviglie Amazonia 6 secret di Klarstein

Cappa aspirante a incasso di Ciarra

Fornetto elettrico Optimo di Moulinex

luci su mensole LEROY MERLIN

Luce su lavello di Cargo Hitech

Lavello Langudden di Ikea

Miscelatore abbattibile sottofinestra di Franke

 

Complementi cucina

Cesti acquistati in Camerun

Piatti Ikea, Cargo Hitech o provenienti dal Camerun

Bicchieri Coin Casa

Contenitore Mestoli Casa Home

Mestoli Cargo Hitech, dal Camerun e dalla Sicilia

Vetrinetta di famiglia

Tazze dal Camerun, dal Marocco, dalla Toscana o di Cargo Hitech – Contenitori neri Ikea

Taglieri Ikea e dal Camerun

Ciotola in ceramica Camerun

Sottopiatti rosa appesi alla parete, di Coin Casa

 

Sotto la mensola all’ingresso

Cesti Zara Home

Cesto sospeso Ikea

Candelieri animali/cesta chiavi/Lampada da barca/specchio dorato sono oggetti di famiglia

Vaso dal Camerun

Ganci per appendere abiti ingresso Zara Home

 

Portavasi

Cargo Hitech

Sgabello portato dal Camerun

 

Zona pranzo

Ripiano tavolo marmo rosa mercatino delle pulci

Base tavolo in metallo Sklum

Sedie di famiglia

Luce sul tavolo Zara Home

Ventagli appesi al muro, da Camerun e Sicilia

Piastrelle camino Zellige (Turchese) di Marazzi

Fiaschi nel camino sono oggetti di famiglia

Candelabro di famiglia

Mensola e specchio di famiglia

Pigne acquistate da artigiano a Palermo