La cucina di Stefania è rosa. Potremmo concludere qui la nostra dichiarazione d’amore e di stima per una scelta iper femminile, colorata ed estremamente controcorrente. Se ci seguite nelle stories, sul profilo Instagram di Casamenu, saprete già che abbiamo un debole per le cucine di questo colore e, sarà che non ti aspetti di vederne una a Milano, ma non possiamo trattenere il nostro entusiasmo! D’altra parte, Stefania si occupa di progettazione d’interni e vendita di complementi d’arredo, tessuti e carte da parati; casa sua non poteva che essere la rappresentazione massima del suo stile inconfondibile.Conoscete Nap Atelier, vero?

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Ciao Stefania, chi sei e cosa fai?Mi chiamo Stefania Passera e sono un’appassionata arredatrice di interni. Non sei di Milano, cosa ti ha portato in questa città e cosa ti ha fatto restare? Sono di un piccolo paese di provincia, nel mezzo della campagna piemontese. Fin da ragazza sognavo di vivere in una grande città, per poter fare il lavoro dei miei sogni, che è sempre stato lo stesso. A Milano, in viale Piave, ho aperto il mio primo negozio a 26 anni e il mio lavoro con Nap Atelier è sempre stato apprezzato. Ecco perché sono rimasta!

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Da quanto tempo vivi in questo appartamento? Ha una storia?Questo appartamento, nel quale vivo ora, è il quarto, ed è il sinonimo del cosiddetto nido vuoto. Dopo molti anni passati in case grandi con molti figli, amici e caos, mi sono ritrovata a vivere quasi sola con il mio fidato cane Ciro. Questa dimensione non mi dispiace perché trovo che l’uscita dei figli da casa sia il corso naturale della vita e mi ha fatto riassaporare l’indipendenza. Cosa ti è piaciuto di questo appartamento?L’ho acquistato in dieci minuti perché mi sono innamorata della luce che entrava dalle finestre che danno sul corso alberato e che sapevo avrebbero illuminato il soggiorno e la cucina.  Quanto influisce il quartiere nella scelta di una casa?Il quartiere non l’ho scelto e, come spesso capita, è stata una coincidenza trovare una casa nella via che più mi sarebbe piaciuta. Questa parte di Porta Venezia offre tutte le comodità a portata di mano, come negozi, supermercati e piccoli locali carini, pur essendo immersa nel verde.

Come immagini la casa ideale? La mia casa ideale non si discosta molto da quella che ho, perché ho avuto la fortuna di ristrutturarla da zero e di arredarla senza dover condividere le mie scelte con nessun altro ed è quindi a mia immagine e somiglianza. L’unico punto debole è il terrazzo a nord anziché a sud, che è determinante per godere di un po' di sole nei primi giorni di primavera. Hai progettato tu questo appartamento, vero?Sì, facendo case di mestiere, ho provveduto io stessa, insieme all’architetto Dino Polverio, alla realizzazione del progetto nei minimi dettagli, dal divano alla cucina, dai bagni alla carta da parati, per poi affidarmi alla sapienza dei miei artigiani.

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Come passi il tempo a casa?Mi piace leggere e fare giardinaggio. Purtroppo, il tempo che passo in casa è meno di quello che vorrei… è l’unico luogo in cui mi sento in pace.   La cucina fa da aggregante o la usi poco? Non sono una gran cuoca, e si vede dalla cucina, ma ho tutto ciò che mi serve per preparare piatti semplici e veloci che accontentano tutti. Una bella pasta e una compagnia allegra sono più che sufficienti!

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Cosa non può mancare in cucina?Nella mia, non possono mancare il caffè in cialde, il latte e i biscotti Lotus, senza i quali la mia giornata inizia malissimo. Hai un oggetto del cuore, cioè uno a cui sei emotivamente più legata? Sì, è una piccola brocca in ceramica smaltata a righe bianche e nere, ornata di piccoli fiorellini. Era nella cucina della mia nonna con la quale sono cresciuta.

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Quando entriamo in una casa per la prima volta, indipendentemente dal suo stile e dai gusti di chi la abita, quello che cerchiamo Cristina e io è una stratificazione.La si può ottenere solo con il tempo, portandosi dietro, casa dopo casa, vita dopo vita, quello a cui veramente si è legati, come fosse una scrematura naturale, così come succede nelle conoscenze, nelle amicizie e negli amori passeggeri col trascorrere degli anni.Quello che rimane, strato su strato, possiede un fascino unico perchè, anche se sembra che ti mostri solo la superficie, in realtà parla profondamente di una persona. Non sapremo mai veramente come siano stati tutti quegli strati sovrapposti, ma ne vediamo il risultato. Il nostro consiglio, se possiamo darne uno, è di non avere fretta di avere la casa perfetta fin da subito, ma di lasciarsi il tempo necessario per vivere e per lasciar sedimentare, dando un valore a ogni scelta, a ogni oggetto e mobile che portiamo in casa, e di lasciare riaffiorare i ricordi come ha fatto Stefania con la teiera della nonna, pronta per essere usata ancora e ancora. Grazie Stefania, grazie Ciro! Speriamo di rivedervi entrambi, che sia da Nap Atelier, o in giro per Porta Venezia!

Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

La cucina e tutti i complementi presenti in casa di Stefania sono realizzati dai suoi artigiani di fiducia.

 

Per qualunque informazione potete rivolgervi a NapAtelier:

viale Piave 19, Milano

Martedì – sabato ore 10 – 13.00 / 14.00 – 19.00

Tel. 02 796861

shoponline@napatelier.com

 

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