La cucina di oggi è quella di Pois a righe, dove Barbara e Ottavia si ritrovano spessissimo per lavoro, per scegliere le stoffe dei loro prodotti e per sentire i fornitori con cui collaborano. Ottavia vive qui con la sua famiglia che, ci perdonerà, non abbiamo ritratto perchè un po’ sparpagliata tra scuola, lavoro e passeggiata al parco con il dogsitter.  Per rimanere fedeli al duo professionale, infatti, non abbiamo scattato nemmeno una foto all’adorabile cane di Ottavia - Rocco - il Casanova di casa e, crediamo, del quartiere. Leggenda narra che ami tutte le ragazze che incontra, ed è sistematicamente ricambiato. Noi, in rappresentanza di un piccolo campione di razza umana, possiamo confermare. Ci fa persino perdere il filo del discorso. Barbara e Ottavia, chi siete e cosa fate? Ottavia: “Ho iniziato a occuparmi tanti anni fa di design e di arredamento per diverse testate giornalistiche e ho curato allestimenti per negozi e shooting d’interni fino a che, quasi 4 anni fa, ho creato con Barbara la nostra prima collezione di accessori tessili per la casa, riutilizzando tessuti vintage e scampoli di tessuti sartoriali.” Barbara: “Ho un’anima poliedrica, infatti, oltre a occuparmi del progetto di Pois a righe, lavoro da anni come interior stylist e mi occupo dell’organizzazione dal punto di vista creativo di eventi taylor made/sartoriali di food design.” Come vi siete conosciute e come è nato Pois a righe?“Ci siamo conosciute lavorando allo studio Ravaioli Silenzi e abbiamo lavorato insieme anche in seguito. Dalla passione comune per i tessuti e per l’interior design è nato il progetto di Pois a righe. Dopo esserci dedicate, all’inizio, solo alla realizzazione di cuscini d’arredo, realizzati a mano con pregiati tessuti sartoriali made in Italy, abbiamo deciso di creare accessori tessili per un altro ambiente della casa che amiamo particolarmente: la cucina. Così sono nate le nostre tovagliette all’americana, tutte diverse l’una dall’altra, a volte ricamate a mano, altre semplicemente doubleface, ma sempre realizzate con la stessa cura per i dettagli, per la ricerca e per la selezione di tessuti, che contraddistingue ogni nostra collezione.”

Ottavia, da quanto tempo vivi in questo appartamento e con chi? “Vivo qui da 24 anni con mio marito, nostra figlia Olivia di 16 anni e con il nostro cane Rocco. Ci siamo trasferiti a vivere qui quando il nostro primo figlio, Giacomo, aveva 1 anno. Ora ha 25 anni e vive a Londra, così la sua camera è diventata il laboratorio di Pois a righe, che si trasforma nuovamente nella sua camera da letto quando torna per brevi periodi e, come per magia, tessuti e materiali di lavoro finiscono in scatoloni e armadi…” Cosa ti è piaciuto dell’appartamento, perché lo hai scelto? E in generale, cosa cerchi in una casa?“Quando cercavo casa giravo questo quartiere in bicicletta o a piedi, con Giacomo bebè in carrozzina, e mi sono innamorata di questo vecchio palazzo affacciato sull’alberata via Morgagni, perché assomigliava moltissimo alla casa dove sono cresciuta con le sue grandi stanze e un lungo corridoio. Questo appartamento un po’ sgangherato e molto vissuto mi è sembrato quello giusto fin dal primo istante, con i suoi vecchi pavimenti in parquet, le cementine, i soffitti alti, le vecchie porte e finestre e, senza poterci permettere di ristrutturarla completamente, l’abbiamo sistemata poco alla volta. Non amo le case perfette e nemmeno gli openspace o le case d’epoca ristrutturate eliminando ingressi e corridoio. Noi abbiamo lasciato la disposizione così com’era e adoro il mio lungo corridoio con le sue porte bicolori e gli sprechi di spazio… E tu, Barbara? “Nella scelta delle mie case è sempre stata molto importante la luminosità degli spazi ed essere circondata dalla natura, dal verde. La mia casa ideale è immersa in un bosco, con una meravigliosa vista panoramica.” Ottavia, in cucina cosa ha determinato le tue scelte di arredi e finiture? Per esempio, il nero, un colore così deciso e che vediamo ancora di rado!“La mia cucina deve essere spaziosa e con un grande tavolo perché, anche quando abbiamo amici a cena, soprattutto nelle sere d’inverno, iniziamo con il bere un bicchiere di vino in cucina e poi apparecchiamo qui… I miei figli, poi, hanno sempre adorato fare merenda e studiare sul grande tavolo della cucina con gli amici. Il nero è stata una scelta un po’ azzardata risalente a 16 anni fa e dettata dal fatto di voler dare un tocco moderno a un ambiente che rischiava di essere troppo retrò, avendo già un vecchio pavimento di graniglia e una madia antica in legno. Quando la cambierò, sicuramente sceglierò un colore meno deciso e più chiaro, ma pur sempre un colore.”

Ottavia, quanto ha influito il quartiere nella tua scelta? “Vivevo già da qualche anno in questa zona, più esattamente dall’altro lato rispetto a corso Buenos Aires e l’ho sempre considerata molto vivace e comoda, ben servita da mezzi pubblici e con un parco a due passi da casa. Insomma, perfetta per una famiglia con cane e bambini.  Attraversare corso Buenos Aires e passare dalla parte, dove vivo ora, ha significato spostarsi nella parte più borghese, e forse anche più bella ma meno multietnica del quartiere.  Vent’anni fa Porta Venezia era infatti diverso da come è ora. Se ha mantenuto il suo carattere multietnico, con ristoranti e negozi di ogni paese del mondo, ha perso parte della sua atmosfera popolare e anche un po’ malfamata: molti palazzi sono stati ristrutturati, gli abitanti sono cambiati e, accanto ai ristoranti e ai negozi etnici, sono apparsi bar e ristoranti alla moda. Per fortuna, passeggiando nel quartiere si trovano ancora alcuni dei vecchi artigiani e negozi di una volta, anche se, a farla da padrone, sono ormai proprio i bar e i ristoranti.” A proposito di cibo, chi di voi cucina quando siete insieme?“Di solito cucina Ottavia, ma spesso usciamo per un break. Qui in zona infatti ci sono diversi locali dove ci piace fare una pausa: l’Orso Nero per il caffè, Nun per una pausa pranzo etnica, Égalité per una quiche o una baguette con formaggi francesi, Marghe per una classica pizza.”

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Cosa rappresenta la casa per voi?Ottavia: “La casa rappresenta anche il mio luogo di lavoro. Ho quasi sempre avuto lo studio in casa e, proprio per questo motivo, è molto importante avere degli spazi suddivisi da porte e corridoi per riuscire a separare ambiente familiare e lavorativo.” Barbara: “Sono quasi sempre fuori per lavoro… La casa per me, quindi, rappresenta una sorta di rifugio in cui tornare ogni sera per ritrovarmi con la mia famiglia. Un angolo di pace e relax, ma curato nei minimi dettagli, dalla scelta degli arredi a quella degli oggetti vintage di ispirazione nordica di cui amo circondarmi.” Come organizzate il lavoro da casa? Lavorare da Ottavia è un valore aggiunto o in futuro preferireste separare l’ambiente domestico da quello di lavoro?Ottavia: “Solitamente lavoriamo nel living, che è un ambiente molto luminoso. Ci piace spostarci in cucina per le pause relax, per bere un thè o semplicemente per scambiare quattro chiacchiere. Certo, avere un vero e proprio laboratorio con grandi tavoli per il taglio e il cucito, con un mobile contenitore maxi size per riporre e organizzare i nostri tessuti, sarebbe meraviglioso.” Barbara: “Per me sicuramente è molto importante separare la sfera familiare da quella lavorativa. Ho sempre avuto uno studio a Milano e nei miei progetti futuri c’è sicuramente quello di cercare un nuovo spazio.”

Qual è il vostro oggetto del cuore in cucina, cioè quello a cui siete emotivamente più legate?Ottavia: “Sono i piatti appesi alla parete: vecchi piatti di ceramica tedesca con scene di caccia (i cani sono poi dei bracchi bianchi e neri come Rocco), piatti di porcellana ottagonali con ritratti di animali antropomorfi ereditati da mia nonna, a cui con il tempo si sono aggiunti piatti acquistati nei mercatini e brocantage in giro per il mondo.” Barbara: “Da quando abbiamo iniziato a realizzare la collezione per la tavola, sono sicuramente le tovagliette all’americana di Pois a righe, che amo mixare sempre in modo diverso. Ma a casa non potrei mai rinunciare ai piatti e alle coppe vintage per champagne, che colleziono da anni.” Cosa non può mancare a casa vostra? E cosa in cucina?Ottavia: “In casa mia non possono mancare le fotografie: ritratti di famiglia, ricordi di viaggio. Ne ho appese e appoggiate dappertutto, persino in bagno, dove un’intera parete è dedicata alle foto più antiche di famiglia. Nella mia cucina, invece, non posso fare a meno di ottimi coltelli per tagliare ogni cibo, che siano anche belli da portare a tavola. Uso i coltelli Montana e i coltelli giapponesi di Muji.” Barbara: “A casa mia non può sicuramente mancare una libreria maxi size per i libri, le riviste di design e moda, e i miei oggetti del cuore. Ora, ad esempio, nella zona living abbiamo la libreria 606 di De Padova, lunga lunga e molto capiente, mentre in camera da letto ne abbiamo una vintage anni ’50 di design nordico, ereditata dai miei genitori. In cucina, non posso fare a meno dell’impastatrice KitchenAid, che mi porto dietro da una casa all’altra e della pentola di Emile Henry per cucinare la Tarte Tatin…”

Un’ultima domanda: quali sono i vostri progetti futuri?“Ci piacerebbe concentrarci ancora di più sulla realizzazione di capsule collection per aziende e per brand di design che puntino sull’handmade. Sarebbe interessante collaborare anche con studi di architettura e di interior design. Siamo infatti convinte che i progetti più belli e creativi nascano dall’incontro e dalla sinergia di realtà diverse.”

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Allo shooting per La Cucina di Casamenu si è aggiunto uno shooting della nuova collezione di tovagliette all’americana di Pois a Righe. Abbiamo così passato la giornata con Barbara e Ottavia, abbiamo pranzato da Nun e preso un caffè da Orso Nero, immergendoci nella loro vita quotidiana, a due passi da casa.Oltre al fatto di esserci trovate molto bene con loro e di aver preso entrambe una cotta per il cane di Ottavia, abbiamo iniziato a immaginare i loro bellissimi prodotti artigianali nelle nostre case. Se ancora non conoscevate le loro collezioni di tessili, siamo sicure che oggi ve ne sarete innamorate anche voi all’istante. Sarà Pois a Righe, sarà questo bellissimo appartamento, sarà persino che la primavera l’abbiamo dovuta passare tutti dentro casa e che la natura non ha fatto il suo corso, ma oggi è stato un colpo di fulmine dopo l’altro…  Barbara e Ottavia, un cuore trafitto potrebbe essere un’idea per una vostra prossima collezione a sfondo romantico?

Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Cucina e tavolo

Cucina realizzata su disegno di Ottavia da un falegname che ha realizzato anche il grande tavolo quadrato, con gambe in ferro.

 

Sedie

Sedie vintage in legno e rattan intrecciato, simili a quelle disegnate da Marcel Breuer, ma non originali.

 

Lampada

Lampada PH 5, un’icona del design scandinavo, disegnata da Poul Henningsen e prodotta da Louis Poulsen.

 

Oggetti nella libreria

La libreria a parete raccoglie teiere e brocche di design nordico o semplicemente vintage, ricercate nei brocantage in giro per l’Italia.

 

Soviglie, posate e bicchieri

Tutto vintage.

 

Cuscini e tovagliette americane

Realizzate a mano da Pois a Righe

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