Abbiamo il piacere di portarvi a casa della famiglia di Cristian, che con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto essere milanese, nato e residente qui. Scusate lo shock ma è sempre più raro incontrare qualcuno che non abbia lasciato la propria città, lo dimostra il fatto che molti degli ospiti pubblicati su Casamenu non sono milanesi per nascita, ma lo sono a tutti gli effetti d’adozione. Cristian è architetto e co-fondatore di Offstage con l’amico e socio Alessandro Colmanni, insieme al quale si occupa di progettazione ad ampio spettro e di realizzazione opere come general contractor, anche per altri studi di architettura.

Cristian-Minerva-02-@-Casamenu.LR
Cristian-Minerva-14-@-Casamenu

Cristian, da quanto tempo vivi in questo appartamento e con chi? “Vivo qui da circa 4 anni con la mia truppa: con Giorgia, mia compagna e mamma del nostro piccolo di due anni, Sebastiano, e coi miei tre figli più grandi Sofia, Alberto e Andrea di 17, 15 e 12 anni. Insomma, siamo in tanti e piuttosto assortiti. Non ci si annoia.” Come passi il tempo a casa? “Da sempre amo restare a casa e faccio quello che credo facciano più o meno tutti: mi dedico ai figli! Seba richiede molte attenzioni ed è super divertente starci assieme, è una specie di attore. Coi più grandi mi dedico alle serie TV su Netflix o, con i maschi, alle partite del Milan. Poi lavoro spesso, riposo, leggo, qualche volta studio il sax (troppo poco, in effetti, per potermi definire un musicista, ahimè!). E cucino. Si, perché il cuoco in famiglia resto io. Cucinare è una delle attività che preferisco in assoluto, concilia il relax mentale, e di solito ho il mio amato jazz in accompagnamento. Cucino nel fine settimana piatti della tradizione (arrosti / brasati / ragù napoletano), ma anche risotti e pesce. Zero dolci, troppo lunga la preparazione e troppo rigide le regole, per me che un po’ ci metto del mio (a volte sbagliando, si intende). La cucina può fare da aggregante, con una famiglia così numerosa?Certamente la cucina di casa aggrega, ma devo ammettere che data la nostra eterogenea composizione famigliare difficilmente riusciamo ad essere tutti, proprio tutti, seduti assieme attorno al tavolo. Gli impegni trisettimanali calcistici dei maschi sono piuttosto vincolanti in termini di orari e quindi per necessità si mangia un po’ scaglionati. Diciamo che la cena tutti assieme avverrà un paio di volte a settimana. In tutto questo, anche le cene con gli amici si sono ridotte un po’ nel numero rispetto ad anni passati, quando nanetti di due anni ancora non scorrazzavano per casa. Sappiamo però che questa è una fase, e a dispetto di qualche latenza di tipo mondano, ce la godiamo anche perché poi passerà e non tornerà più.”

Cristian-Minerva-05-@-Casamenu

L'appartamento è molto bello, ma cosa vi ha portato a sceglierlo?“Abitavamo già nel palazzo da qualche anno, in un appartamento di ridotte dimensioni che in effetti, sebbene i ragazzi fossero più piccoli e Seba nemmeno nato, ci stava piuttosto stretto. Quando abbiamo saputo che se ne era reso disponibile un altro, più ampio, siamo andati a visionarlo ed è stato amore. Le condizioni erano fatiscenti. Pare che in tempi passati ci abitasse un allevatore di piccioni da competizione, che aveva riempito la casa di gabbie e di chiusure ermetiche alle finestre per evitare che volassero via. Sotto la coltre di sporcizia e abbandono, però, era palese la qualità degli spazi originari: un tipico interno milanese dell’800 rivisto ai primi del ’900. Il fatto inoltre che il mio studio si trovasse al piano terra dello stabile chiudeva il cerchio. E se la vista non è rimarchevole, la luce del mattino che filtra dalle finestre del living ci sorprende ogni giorno di bel tempo.” Siete quindi intervenuti con una ristrutturazione? “Sì, le condizioni di partenza avrebbero scoraggiato chiunque non si occupi di riqualificazioni (e così pare sia avvenuto più volte). Del resto, il parquet di rovere, quasi nero tanto era sporco, le marmette in graniglia color senape, gli stipiti e le cornici lungo i vani porta e persino i pavimenti imbarcati, sono stati per noi una specie di richiamo sentimentale. Così ci siamo dedicati al progetto, cercando di mantenere lo spirito del luogo ma rendendolo funzionale alle esigenze di tutti noi. Abbiamo per questo mantenuto le pavimentazioni e i setti murari. Abbiamo realizzato un nuovo bagno, in modo da averne due, e lavorato con un sistema di contropareti per nascondere i passaggi degli impianti ed evitare di stressare le pareti esistenti in laterizio. Una trovata tecnica, questa, che ci ha permesso di introdurre un forte elemento formale che corre lungo tutto l’appartamento, anche in cucina. L’arredo, i pezzi di design e d’arte, i colori hanno fatto il resto e raccontano di noi. Almeno di noi per come siamo ora, in questi anni recenti. È infatti la nostra casa ideale, ma sarei pronto a traslocare domani, per una nuova avventura e un nuovo progetto.”

Cristian-Minerva-01-@-Casamenu
Cristian-Minerva-12-@-Casamenu
Cristian-Minerva-09-@-Casamenu

Qual è il tuo oggetto del cuore, quello a cui sei emotivamente più legato? Sono due: la scultura astratta in lamiera tropicalizzata del mio amico Paolo Gonzato - dono un po’ atipico che ho fatto a Giorgia per la nascita di Seba - e l’alzata in ottone e acciaio verniciato che abbiamo disegnato e realizzato noi di Offstage per i ristoranti God Save The Food in occasione della MDW19. Sono due pezzi, anzi tre, visto che di alzate me ne sono tenute due, che raccontano tanto di me e del mio mondo di appartenenza, e che ovviamente piacciono molto anche a Giorgia (e pure ai ragazzi!) E della cucina cosa ci puoi dire? Come deve essere? La cucina per me deve essere sintesi di praticità e integrazione nel contesto. Non molto altro.

Cristian-Minerva-21-@-Casamenu
Cristian-Minerva-22-@-Casamenu
Cristian-Minerva-17-@-Casamenu

Come hai scelto gli arredi e le finiture in cucina? Cosa ha determinato le tue scelte? Proprio perché trovo la coerenza formale necessaria in ogni progetto, a prescindere dalla sua natura e dimensione, la cucina, specie come in questo caso facente parte del soggiorno stesso, deve dialogare con gli altri elementi dello spazio. Abbiamo così disegnato una cucina molto lineare, che mantiene i colori definiti per gli ambienti del salotto e della casa, integrandola con l’importante tavolo di Hay e la sospensione di Rubn. Da provetto cuoco, cosa non può mancare in cucina, tanto da averti cambiato la vita? Qui sorrido perché di primo acchito non mi è venuto in mente nulla. Poi ho chiesto un parere a Giorgia e lei non ci ha pensato nemmeno mezzo secondo e mi ha detto: “Beh… la mezzaluna!”. Ahah! In effetti temo abbia ragione. La mezzaluna che sottrassi mille anni fa alla cucina di mia mamma è uno di quegli oggetti che uso più spesso e che proprio mi piace tanto. A questo devo però aggiungere i piatti che amiamo di più - in ceramica colorata rossa / bianca / blu - trovate in una bancarella del mercatino dell’antiquariato sui Navigli, qualche anno fa."

Cristian-Minerva-15-@-Casamenu
Cristian-Minerva-32-@-Casamenu
Cristian-Minerva-28-@-Casamenu
Cristian-Minerva-16-@-Casamenu
Cristian-Minerva-29-@-Casamenu

Non ci stupisce leggere di tanto amore per la casa e per la famiglia, dopo aver passato la mattinata con Cristian e Seba, la coppia-campione in rappresentanza dell’intera truppa. Ci è sicuramente dispiaciuto non aver potuto conoscere tutti e sei i suoi membri, ma confermiamo le parole di Cristian: il piccolo di casa ha l’argento vivo addosso, è un attore nato - qui dovrete fidarvi sulla parola, ma l’interpretazione struggente per avere un biscotto e per averlo poi negato a tutti gli noi altri subito dopo, è stata magistrale - e ha le idee più chiare di un adulto.  Non ha concesso un ritratto in coppia con Cristian nemmeno in cambio dell’intero pacchetto di Krumiri, un subdolo tentativo di corruzione dell'anima innocente di Seba. E non ha ceduto di un millimetro! Da solo sì, con la tata sì, con l’orsacchiotto sì. Con il papà no. Lo abbiamo distratto, gli abbiamo lasciato un po' di tempo per pensarci e ci abbiamo riprovato. Facciamo una foto da solo? sì. Con la tata? Sì. E con papà? No. Sicuro? Sì. Ci ha fatto morir dal ridere e ammiriamo come ha saputo tenere il punto, ma questo ci è servito da lezione per i prossimi ritratti: prima la foto, poi il biscotto!! 

Cristian-Minerva-19-@-Casamenu

Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Cucina

Cucina su disegno realizzata da Valcucine

 

Tavolo

Disegnato dai Fratelli Bouroullec per Hay

 

Sedie

Mix tra sedie di Hay e di Carl Hansen

 

 Lampada a sospensione

Long John di Rubn

 

Piatti

In ceramica colorata rossa, bianca e blu, prese al Mercato dell’Antiquariato sui Navigli, a Milano

 

Scultura a parete

Paolo Gonzato

 

Alzate

Disegnate e realizzate da Offstage per God Save The Food 

Facebook
Twitter
Follow by Email
LinkedIn