I nostri ospiti Francesca e Giacomo ci hanno accolto nel loro splendido appartamento in uno stabile tipicamente milanese degli anni Venti, in zona Buenos Aires.  Insieme al loro socio Ayaki Itoh e al fotografo Giulio Boem sono le anime dietro a Nanban, l’e-commerce dedicato al meglio del design e dell’artigianato giapponese. Tra pezzi classici e oggetti geniali e d’uso quotidiano, che appartengono al cosiddetto design anonimo, importano una raffinata selezione che va dalla cucina all’abbigliamento, dalla cancelleria fino alle edizioni limitate, realizzate appositamente per Nanban.

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Sappiamo che Francesca è anche titolare dello studio di grafica Pupilla Grafik e che Giacomo è avvocato. Che rapporto avete con il Giappone e come è nata la vostra attività?"Nanban nasce una sera di primavera in un bar di Tokyo. Fino a quel momento era un'idea nutrita da una serie di viaggi in Giappone e dall'inevitabile fascinazione esercitata dall'estetica orientale su chi si avventuri in un luogo così profondamente sui generis; dalle radici orientali di Francesca; dagli influssi di arte orientale assorbiti da Giacomo sin dall'infanzia grazie ai suoi genitori; dall'adolescenza di Ayaki, divisa a metà fra Italia e Giappone.A seguito di questo incontro si è consolidato il progetto di portare il "vero" Giappone in Europa, fuori dalla dimensione stereotipata degli oggetti folkloristici che si vedevano in giro, un racconto per oggetti che facesse conoscere il meglio di quanto si trova ogni giorno nei negozi e nelle case dei giapponesi. Nel nostro piccolo, intendiamo sempre di più rappresentare un punto di riferimento per chi si interessa al Giappone, consolidando una conoscenza fra due realtà, quella europea e quella giapponese, che, seppure con qualche inevitabile diffidenza, si osservano e subiscono l'una il fascino dell'altra da sempre." Come avete incontrato Ayaki e Giulio?"Tramite le mamme di Francesca e Ayaki, che hanno mantenuto intatti i propri rapporti sin da quando la famiglia di Ayaki è tornata in Giappone, dopo aver soggiornato in Italia. Giulio invece è da sempre amico di Francesca." E voi due invece come vi siete conosciuti?"Il nostro primo incontro è avvenuto su una pista da ballo, in mezzo a una selva di gambe intente ad agitarsi forsennatamente."

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Siete una coppia da diversi anni, vivete qui da molto tempo?"Viviamo in questo appartamento da Gennaio 2018, vale a dire da quando si sono conclusi i lavori di ristrutturazione seguiti e concepiti assieme allo studio di architetti Baukuh." Che cosa vi è piaciuto di questo appartamento?"L'abbiamo scelto dopo una lunga ricerca che, come spesso accade, ci ha portato a vedere moltissimi appartamenti, senza mai riuscire a trovare la giusta sintesi; fino a quando siamo capitati in questo palazzo inizio '900 (uno dei requisiti che stavamo cercando), in stile eclettico, come altri in zona, con uno splendido cortile verde e ancora intatto internamente.Anche il resto corrispondeva a quel che stavamo cercando: metratura; esposizione est/ovest, che lo rende luminoso sia al mattino, sia alla sera; comodità dei servizi (è una zona fra le meglio servite della città); vicinanza agli amici e ai rispettivi posti di lavoro; senza contare che ci siamo ritrovati anche con un affaccio un po' fuori dal comune, dal momento che pur abitando abbastanza in alto è possibile avere una visione altezza strada dei campi da gioco della scuola antistante." Siete intervenuti con una ristrutturazione? Come lo avete personalizzato?"Di comune accordo con i progettisti, siamo intervenuti il minimo indispensabile, mantenendo l'atmosfera originale della casa, preservandone dove possibile i materiali e modificando pochi aspetti, vale a dire: il corridoio, nel quale si concentra la libreria, liberando così il salotto dalla sua presenza; il bagno, un tempo unico (ma rovinato dai passati interventi) e ora sdoppiato, e la cucina, ora suddivisa in due elementi che si fronteggiano, come due ali che conducono al tavolo dove facciamo colazione oppure dove ospitiamo le cene più intime quando invitiamo un piccolo numero di amici."

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In cosa rispecchia la vostra casa ideale?"Nell'atmosfera vecchia milano, con una vena di contemporaneità non invadente: insomma, una sintesi di antico e contemporaneo, nei materiali caldi (parquet e linoleum), nella permeabilità, nella presenza di un po' di verde, grazie al lungo balcone che percorre la facciata interna." Come passate il tempo a casa? "Salvo qualche eccezione, passiamo a casa le sere ed il fine settimana, un po' come tutti.La cucina indubbiamente è una delle stanze più amate e se la gioca con salotto e camera da letto per il titolo di ambiente più vissuto della casa: ci piace cucinare e quindi ci trascorriamo parecchio tempo elaborando ricette per noi due o per gli amici che si uniscono a cena." Come deve essere la vostra cucina?"Compatibilmente con gli spazi a disposizione, dev'essere bella e pratica.Tendiamo a soffrire della sindrome della dispensa vuota, perciò abbiamo necessariamente bisogno di molto spazio dove stoccare le infinite provviste di ogni genere che accumuliamo, nonché frutta e verdure del grande mercato che si tiene poco lontano da casa, il che ci consente poi di cucinare pietanze che vanno dal nostrano al giapponese, a cucine più esotiche.L'estetica della cucina è piuttosto minimale e riproduce quella di un'officina meccanica, con poco spazio ai fronzoli e molte possibilità di sfruttare anche elementi di solito inutili, come il lato del frigorifero, che rende (per ora) superflua la classica barra porta-oggetti, grazie ai ganci da ciclofficina."

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Come avete scelto gli arredi e le finiture in cucina? "Gli arredi sono il frutto di esplorazioni varie (le sedie del famoso designer giapponese Yanagi Sori importate via nave dal Giappone), furti nelle case di famiglia (la credenza), spedizioni alle svendite di design (il tavolo, un pezzo unico di Danese)." Quali sono i vostri oggetti del cuore?"Il mio oggetto del cuore è forse il centrotavola girevole, che Francesca ha portato con sé dalle sue precedenti abitazioni, ma anche la presina ispirata alla mascotte della Suica card, una prepagata usata per spostarsi sui mezzi in Giappone.Per Francesca sono le piccole ciotole per bere il tè, prese a Hong Kong." Cosa non può mancare a casa vostra e cosa in cucina? "In cucina, la cuociriso, visto che a entrambi piace mangiare spesso il riso giapponese, che così si prepara senza doverci stare dietro, mentre si cucinano i contorni.In casa, la musica!"

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A fine intervista possiamo confessare che gli ospiti di oggi ci hanno fatto sognare. Prima di tutto perché chi ve li introduce, da anni ha una certa passione per il Giappone, per tutte le sue affascinanti stranezze e per la complessa cultura a noi totalmente aliena, e in secondo luogo perché questa casa ha due piccole sorprese, una delle quali vi abbiamo potuto mostrare.  Parliamo della finestra all’ingresso dell’appartamento che si affaccia sulla dispensa. Nemmeno Francesca e Giacomo ne sono venuti a capo. Non se ne capisce il senso, se non fosse per la buona dose di luce naturale che, grazie alla sua presenza, invade l’anticamera. Ipotizziamo che sia stata pensata in origine per quello, ma allora perché non mettere una porta vetrata? Non ci siamo fatte troppe ulteriori domande: il mistero non va necessariamente risolto. Anzi, a volte va alimentato. La seconda sorpresa la dovrete solo immaginare perché si trova nella parte più intima della casa: il bagno. Francesca e Giacomo ne hanno due, uno ciascuno, ma quello del padrone di casa ha il colpo di scena: una tradizionale vasca da bagno giapponese in legno di hinoki, inserita accanto alla doccia in un paesaggio di mosaico verde. Che invidia, che invidia! Grazie Francesca e Giacomo per averci regalato un angolo raffinato di Giappone, immerso in un appartamento ricco di pezzi di design. Parla talmente bene di voi e ci è piaciuto così tanto, che speriamo di rivedervi presto, magari seduti al tavolo di un ristorante giapponese, ad ascoltare i vostri mille racconti di viaggio…

Testo di Francesca Martinez

Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Cucina

Cucina su misura modello Meccanica Valcucine – Menzione d’onore ADI nel 2014

 

Tavolo

Tavolo prototipo (pezzo unico) di Danese della serie X&Y di Paolo Rizzatto

 

Lampadario

Lampadario vintage anni ’60 AJ Royal di Arne Jacobsen, ancora in produzione per Louis Poulsen

 

Sedie

Sedie del famoso designer giapponese Yanagi Sori importate via nave dal Giappone

 

Grande opera accanto al tavolo

Litografia di David Hockney, realizzata per un trittico di spettacoli tenutisi al Metropolitan Opera House di New York

 

Cuociriso

Cuociriso Zojirushi (un brand molto diffuso in Giappone. Pur essendo realizzata per il mercato di Hong Kong, dovrebbe essere reperibile anche in Italia, tramite importazione parallela)

 

Tappeto

Tappeto tibetano

 

Oggetti sul tavolo

Poggia-bacchette di vetro soffiato, brocca sobayumacina sesamo e bicchieri martellati in vetro, tutto di Nanban. Tazzine da caffè d’antiquariato.

 

Nell’angolo cottura

Sottopentola pesce, bollitore Yanagi Sori, pentole in alluminio Akao, dosaspaghetti dõso Tsukasa Goto e Marco Guazzini creato per il progetto East meets Wets di Nanban, tenugui limited edition disegnato da Olimpia Zagnoli, tutto Nanban.

 

In dispensa

Contenitore in vetro “umebin” di Nanban (con albicocche sotto spirito fatte in casa) e credenza di famiglia

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