Inauguriamo oggi un nuovo progetto, Coffee Room, nato da un incontro con Paolo Casati, co-fondatore di StudioLabo e mente creativa di format culturali come Fuorisalone.it e Brera Design District, che ogni appassionato di design conosce e segue da anni. Paolo e il suo team gestiscono, tra le altre cose, una delle location più belle di Milano, il Brera Design Apartment, una casa che rappresenta bene uno dei quartieri storici della città e che ospita eventi legati al mondo del design, della comunicazione e della cultura del progetto. Paolo desiderava che questo non fosse solo uno showroom o uno spazio in affitto, ma che fosse un vero e proprio appartamento vivo, abitato e amato. Ci ha invitato, insieme a un gruppo di altre persone che si occupano di arte, food e giornalismo, a trovare un tema, un format, una formula di eventi che avesse luogo qui. È così che il Brera Design Apartment è diventato temporaneamente la nostra casa, dove abbiamo accolto in grande stile i primi ospiti della Coffee Room. L’idea alla base del progetto è di incontrare persone che appartengono alla sfera creativa nel senso più ampio del termine, abbracciando ambiti che non si limitino necessariamente al design e alla cucina, ma aprendoci al mondo del benessere, dell’architettura, dell’editoria, della grafica e a molto altro.  Coffee Room è l’occasione di conoscere persone interessanti attraverso un’intervista intima e informale durante una pausa caffè, in una casa sì speciale, ma pur sempre casa. Così il caffè è il rito quotidiano che accomuna i nostri ospiti: per provenienza, per deformazione professionale o per passione. Prendersi mezz’ora di tempo per conoscersi è il modo migliore per rompere il ghiaccio e per concentrarsi sulla persona e non solo sul professionista.

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Il Brera Design Apartment è stato rinnovato durante l’ultima edizione della Milano Design Week e ci siamo lasciate ispirare dai suoi nuovi colori per apparecchiare la tavola e per accompagnare il gusto deciso del caffè con una merenda adulta e dignitosamente pastello. Per l’occasione abbiamo allestito l’appartamento scegliendo con cura ogni oggetto e prodotto.In ogni stanza, e quando diciamo “ogni”, fidatevi, le abbiamo usate proprio tutte, abbiamo invitato gli ospiti a rispondere alle domande, a presentarci l’oggetto del cuore in cucina, e per ritrarli in ricordo del nostro primo incontro.

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Abbiamo indossato un grembiule coordinato e ci siamo messe d’impegno per offrire un caffè su misura per ogni ospite. Ci tenevamo a rendere gli appuntamenti un po’ speciali e sull’invito abbiamo chiesto a ciascuno di scegliere fra una serie di aggettivi che descrivessero meglio la loro personalità. Quello che non sapevano, era che gli aggettivi si abbinavano bene anche a quattro caffè monorigine. È così che parte dell’invito è diventata una tessera omaggio che dava diritto alla degustazione del caffè che meglio rappresentava il loro carattere. Noi abbiamo scelto “Naturale, poetico, eccitante“ e “Floreale, dolce, vespertino”. Vi diremo a malincuore a chi corrispondono questi aggettivi perché in realtà abbiamo testato tutti i caffè proposti e in seguito ci siamo ritrovate un po’ confuse su chi fossimo veramente… Siamo complesse o difficili? Cristina: “Mi sento decisamente naturale perché non so fingere, come mi vedi, sono. Poetica perché c’è in me una malinconia di fondo, che non si vede apertamente dal momento che sono sempre esuberante e tendo a nascondere la mia natura introspettiva. E poi eccitante perché non sto mai ferma, faccio mille cose, la testa è sempre in fermento. Ma non mi sento né bella né eccitante, anzi, non amo i complimenti e tendo a nascondermi in questi casi.” Francesca: “Ho scelto floreale perché mi fa pensare subito ai profumi, che amo molto. A volte penso di vedere attraverso il naso. Di sicuro molti ricordi mi tornano alla mente attraverso questo senso. Floreale però per me significa anche essere legata alla natura e alla sua bellezza, nonostante viva in città. Non mi sento dolce di carattere, ma so essere paziente e calma, così da essere spesso scambiata per dolce. E poi sono decisamente vespertina! Adoro il tramonto e quando il cielo si scurisce, il silenzio della sera e quando ci si può godere la fine della giornata.”

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Questa è l’occasione per presentarci brevemente prima di conoscere i primi ospiti delle Coffee Room. Ci siamo rivolte poche domande, quasi a volerle testare prima di porle ad altri.  Cos’è per te il caffè? Cristina: ”È un momento di stacco, di pausa e di relax, che mi godo in pace. Pausa caffè: queste due parole sono fantastiche. Mi fermo, sfoglio un giornale, mi perdo e… spesso il caffè si fredda. So che non dovrei, ma lo riscaldo al microonde perché mi piace berlo ben caldo. Francesca: “È parte di un rito che eseguo solo in compagnia di mio papà, quando entrambi abbiamo il tempo necessario di fare colazione insieme al bar. Normalmente non bevo caffè, né di mattina né durante la giornata, con grande disappunto di tutti, ma per me è importante che sia un momento speciale, lento e non legato alla quotidianità.”  Qual è l’oggetto in cucina a cui sei più legato? Cristina: “Il gira pancake! L’ho scelto perché, insieme al pesto, i pancake sono tra le poche cose che faccio meglio di mio marito. Il cuoco di casa è lui, ma io sono forte nei dolci. Glieli preparo vegani con latte vegetale, apposta per le sue intolleranze. È una di quelle cose che preparo per gli altri, per fare piacere, ed è un piatto che mangiamo tutti e tre insieme, altrimenti di solito ognuno ha la sua colazione. Anche a Edo, nostro figlio, sono piaciuti fin da piccolo. Sono una cosa sana, con pochissimo zucchero e lievito, che in famiglia accontenta tutti. Ogni tanto nel weekend abbiamo più tempo di prepararli e di stare tutti insieme, è un bel momento.E poi è un oggetto nuovo, preso pochi mesi fa da Tiger con la Fra, che ne ha uno uguale. Fa parte di Casamenu!” Francesca: “È un ricordo di viaggio, un boccale di birra in ceramica decorata a mano, che ho preso a un mercatino in Alto Adige anni fa. Mi ricorda la montagna, i paesaggi meravigliosi che hanno accompagnato ogni estate per più di vent’anni, il verde e l’aria fresca che mancano a Milano e, per via del riferimento alla birra, è come se facesse parte anche degli anni passati in Germania, della giovinezza (come dice Don Camillo). Anche in questo caso, il fatto di non usare il boccale ogni giorno mi permette di rivivere certi ricordi solo quando lo vedo, per caso. Lo guardo e fa sempre la sua magia.”  Qual è il cibo a cui non sai resistere? Cristina: “Nonostante sia una che cade in tentazione facilmente con i dolci, il mio cibo preferito sono le melanzane alla parmigiana della mia mamma. Quelle fritte per bene, con la pastella. Quando entro in cucina e lei le sta facendo, non si può restare, i vestiti sanno solo di fritto, anche con le finestre aperte! Per anni è stato il piatto che faceva per il mio compleanno, insieme alla crostata di frutta, il menù fisso per me. Se mi impegno, la crostata la faccio buona anch’io, ma la parmigiana non l’ho mai fatta, quella della mamma è imbattibile… e la mia cucina così non sa di fritto!” Francesca: “Ho un grande problema con il cibo, non mi piace praticamente niente. Sono quasi vegetariana e così mi appoggio un po’ troppo spesso alla comodità dei carboidrati, che hanno solitamente un buon sapore. Purtroppo però ho due cibi a cui non so resistere: il gelato al pistacchio e le patatine 1936 della San Carlo. Questa estate mi sono imposta di non mangiare gelato e ce l’ho fatta, ora devo liberarmi anche delle patatine. Spero di diventare santa, un giorno, ma ne dubito.”

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La tua cucina ti rappresenta? Cristina: “Diciamo di sì, rappresenta la famiglia, visto che non vivo da sola. È il risultato di scelte condivise. Le finiture però le ho scelte io, ispirandomi a una foto trovata in una rivista. Ne sono molto contenta, dei materiali, della disposizione, e del prezzo ottimo in rapporto alla qualità. Strano se ci penso, ma il progetto dell’intera casa, non solo della cucina, è stato fatto in base alle dimensioni del… frigo! Mio marito voleva quello ed è stato accontentato, studiando gli spazi al cm. In 85 mq siamo riusciti ad avere tutto quello che desideravamo e adoriamo il nostro appartamento!” Francesca: “Ho cambiato casa da un annetto e ho deciso di puntare sulla praticità, salvo poi aver toppato alla grande sulla scelta del lavandino: sono passata da quello in ceramica a quello in acciaio, diventando schiava di ogni maledetta goccia. Ho la sensazione che basti guardarlo perché si righi. A parte questo, sono molto felice di avere una stanza accanto alla cucina, dedicata alla dispensa, dove tengo i cibi confezionati, alcuni utensili e il frigorifero. Non so se mi rappresenti, ma mi fa sentire un po’ Nigella…”  Quale utensile o elettrodomestico ti ha cambiato la vita? Cristina: “In realtà lo devo ancora comprare… Vorrei un robot multifunzione. Mio marito un giorno è tornato a casa con una versione basica, troppo semplice, e io ci sono rimasta malissimo. Avevo voglia di qualcosa di più completo. Infatti ho un ripiano della cucina con mille aggeggi: il frullatore a bicchiere che oramai usiamo solo per far l’hummus, il KitchenAid che usiamo per tagliare le verdure, un minipimer Braun per le vellutate che adoro, e poi a parte ho le fruste elettriche per montare panna e uova. Io vorrei averne solo uno che fa di tutto… Il mio elettrodomestico ideale è quindi quello che riassume tutti e quattro quelli che già ho!” Francesca: “L’induzione. L’acqua per la pasta bolle nel giro di un minuto. Non ci posso ancora credere. E poi, dopo anni di fuochi a gas sognavo di poter pulire in poche passate senza preoccuparmi troppo degli schizzi mentre cucinavo. Non temo più le superfici lucide, basta asciugarle bene e splendono!  Ci consigliate un posto in cui vi sentite a casa? Cristina: “Villa Panza e il Botanical Club. Villa Panza è per una questione estetica degli esterni, il parco alle sue spalle mi piace tantissimo. Ci sono dettagli che adoro, tra cui in giardino d’inverno e l’installazione permanente esterna con lo specchio d’acqua. E poi c’è un albero enorme, secolare. All’ombra di quell’albero potrei stare ore. In più ho visto sempre bellissime mostre, ma quella di Wim Wenders e delle sue foto rimane la mia preferita. Il Botanical Club di Milano, mi piace perché c’è tanto verde. Amo i luoghi con la natura… dove posso anche mangiare qualcosa. Il primo dove sono andata è quello in via Tortona e mi aveva comunicato un senso di tranquillità anche se era una pausa pranzo affollatissima. Poi ho provato la sede storica all’Isola, con camerieri gentilissimi, cibo buonissimo, e mi ero trovata molto bene anche lì. Mi fanno sentire a casa.“ Francesca: “Uno dei posti più meravigliosi di Milano è la Fondazione Achille Castiglioni dove si può vivere l’atmosfera creativa dello studio di progettazione che fu, attraverso l’entusiasmo di Giovanna, una dei figli di Castiglioni. Portare avanti la memoria di studi museo come questo è eroico. Lo consiglio a chiunque, soprattutto ai bambini o alle persone curiose, che poi è la stessa cosa. Ogni oggetto esposto ha una perché, una storia e un fascino senza tempo.Un altro posto del cuore, sempre a Milano, è la Triennale. Se ho voglia di vedere una mostra, c’è l’imbarazzo della scelta, e se voglio solo godermi il Parco Sempione, alle sue spalle, parto con una sosta all’aiuola dei cani. Vederli giocare e girovagare senza meta mi mette sempre di buon umore, li guarderei per ore.”

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Nelle prossime settimane vi presenteremo gli ospiti di questa edizione, vi aspettiamo alla Coffee Room per una pausa caffè insieme! Ps: chi userà la tazza con la X...?

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Concept di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Testo di Francesca Martinez

Foto di Maria Teresa Furnari

Ringraziamenti

 

Grazie a Paolo Casati e tutto il team di Studiolabo per aver dato una casa al nostro progetto.

 

Un grazie di cuore a Maria Teresa Furnari per le bellissime foto scattate durante le pause caffè di Coffee Room.

 

Grazie alla nostra super grafica Federica Marziale Iadevaia per gli inviti su misura.

 

 

Sponsor prima edizione

 

Cafezal – degustazione di caffè monorigine

 

Dyson – purificatori e ventilatori

 

Design Republic – complementi per la tavola

 

Giovanni Cova & C. – stuzzichini dolci e salati

 

Green Wise – composizioni floreali

 

Kitchen Milano – complementi per la tavola

 

La Marzocco – macchina per caffè linea Mini

 

Nanban – complementi per la tavola

 

Paola C. – complementi per la tavola

 

Pastiglie Leone – dolciumi

 

Society Limonta – tessile e complementi per la tavola

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