Coffee Room è il progetto con cui ci rivolgiamo ai protagonisti del panorama creativo - nel senso più ampio del termine - intervistandoli durante una pausa caffè intima e informale in una casa d’eccezione: il Brera Design Apartment.

Trenta minuti per conoscerli meglio parlando di design, di cucina e, naturalmente, di caffè. Potete trovare un approfondimento del progetto qui, insieme a una mini intervista in cui ci presentiamo a voi con qualche curiosità .

Gli ospiti di questa settimana sono Mariana e Gustavo Martini, una coppia di creativi brasiliani, affiatatissimi e pieni di energia.

Mariana è architetto e lavora dividendosi tra l’Italia e il Brasile progettando interni dal tocco tropicale. Gustavo è un product designer che espone regolarmente le sue opere e istallazioni minimal durante il Salone del Mobile.

Amanti della natura, della geometria e del caffè, non potevano non essere tra i primi ospiti della Coffee Room.

Casamenu: Ragazzi, in quali aggettivi vi rivedete e che caffè vi è stato abbinato?

Mariana: Ho scelto: Naturale, Poetico ed Eccitante. Mi sento Naturale perché nel mio lavoro c’è sempre tanta natura, tanto verde, Poetico perché trovo che il design e l’architettura lo siano, ed Eccitante perché dà l’idea di avventura.

Gustavo: Ho scelto un altro caffè, perché Piacevole suona così easy going. Mi rivedo anche in Giornaliero perché sono una persona abituata all’avventura, ma sono avventure di un giorno, e Dolce perché se penso al caffè penso al dolce, a volte non c’è bisogno nemmeno di mettere lo zucchero. Ma… perché di solito non sono dolce?

Mariana: Sì sì sì. Comunque il mio caffè è forte. Mi piace forte. Sapete, da noi è diverso. In Brasile c’è l’abitudine, come fa mia mamma tutte le mattine, di prepararne una caraffa. Qui a Milano ho un kit che mi hanno portato in regalo insieme al caffè - perché usare quello per la moka non va bene, è diverso, è macinato più spesso -. Una volta che l’acqua è bollente, la si versa sul caffè e si aspetta che scenda piano piano. Poi si mette altro caffè e altra acqua. Ci si mette 5 minuti, non è lungo da fare. In Brasile si trova ovunque nei locali e ti dura tutta la mattina. 

Casamenu: Ma quindi l’espresso non lo si beve anche a casa?

Mariana: No, lo si beve nei ristoranti. Prima di venire a vivere in Italia, non lo bevevo. Era troppo forte per me. Il nostro caffè è più leggero, perché contiene tanta acqua.

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Casamenu: Ragazzi, dobbiamo venirvi a trovare, così proviamo il vostro caffè e veniamo a fotografate la vostra cucina.

Mariana: Ehh sì, ma non la usiamo molto per cucinare… 

Gustavo: Vi dico solo che, come oggetto del cuore, che è praticamente l'unica cosa che usiamo in cucina, stavo per portare l’air fryer. Ha risultati molto simili a quelli di una friggitrice, con la crosticina esterna e l’interno morbido. Pollo e patatine sembrano davvero cotti in una friggitrice!

Mariana: Alla fine la utilizziamo quasi tutti i giorni, mentre la cucina no… mangiamo insalata, Gustavo mangia pesce. Una sera abbiamo fatto un aperitivo con degli amici e ci hanno chiesto: “Wow, come fate a vivere senza oggetti?”. Noi non abbiamo oggetti a casa… (sospiro)

Casamenu: Solo superfici. (ridiamo)

Mariana: Nella nostra cucina all'inizio c’erano delle mensole e ci siamo chiesti cosa metterci sopra. Abbiamo preferito toglierele. Tutto è dietro a delle ante chiuse. L'unico a essere rimasto fuori è il microonde, ma solamente perché non ci stava.

Gustavo: Non mi piace avere in giro troppe cose.

Mariana: Sì, Gustavo mi ha chiesto: “Ma perché hai messo lì quel vaso? Se è solo perché è carino, non è una spiegazione.”

Gustavo: Sì, sono un po’ strano. Per rilassarmi e per avere la calma mentale di cui ho bisogno per trovare l’ispirazione, devo avere spazi vuoti. Anche la nostra camera è vuota.

Mariana: C’è solo il letto. (sospiro)

Gustavo: Mariana ha messo una foto del nostro matrimonio, e le ho chiesto: “Per cosa?”.

Mariana: Sì. Mi ha detto: ”Sei cieca, non ti accorgi che questo è molto brutto?” e io: ”Ma Gustavo, è la nostra foto di matrimonio!!”.

Gustavo: Il mio matrimonio lo rivedo ogni giorno, non ho bisogno di una foto.

Mariana: L’ha messa dentro all’armadio. (ridiamo)

Gustavo: È più bello così.

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Casamenu: Come siete arrivati a vivere a Milano?

Gustavo: È divertente perché la storia comincia con una domanda: dobbiamo sposarci o dobbiamo viaggiare? Abbiamo scelto di viaggiare. 

Mariana: Nel 2014 avevo il mio studio, progettavo case, stavo bene, non volevo lasciarlo. Anche Gustavo aveva il suo studio. A un certo punto tutti i suoi fratelli hanno iniziato a sposarsi e scherzando dicevano che lui era l’ultimo, che toccava a lui.

Gustavo: Abbiamo pensato che era l’ultima possibilità per andare a vivere all’estero. Una volta che ti sposi, prendi casa, fai figli, il lavoro va bene, la vita continua così: felice, ma a casa. 

Mariana: Io non volevo. Stavo facendo un MBA, lo studio andava bene, avevo i miei clienti. Ho detto allora che, se decidevamo di andare via, avevo delle condizioni precise: volevo frequentare un corso di 1 anno, in inglese, non in interior design perché quello già lo facevo in Brasile, e volevo che si tenesse nella stessa città di quello scelto da Gustavo. Non ci interessava il paese, potevamo andare dove volevamo, non avevamo pensato all’Italia nello specifico. È capitato. Per farla corta, abbiamo trovato un master all’Istituto Marangoni, ma visto il costo, Gustavo ha chiesto una borsa di studio.

Gustavo: Non pensavamo che sarebbe andato tutto a buon fine, ma quando le nostre richieste sono state accolte, abbiamo deciso di partire. 

Mariana: Abbiamo organizzato tutto in 5 mesi. All’inizio è stato difficile adattarsi, in più qui faceva un freddo! Finito l’anno ci siamo chiesti cosa fare, se tornare a casa o restare.

Gustavo: Abbiamo fatto un’altra scommessa. Abbiamo richiesto il rinnovo del permesso di soggiorno pensando che non ce l’avrebbero accordato. Intanto Mariana aveva già trovato lavoro da Matteo Thun.

Mariana: Ora che avevo un lavoro, mi serviva il visto. Ci avevano detto che saremmo dovuti tornare in Brasile per richiederlo, e allora no, non sarei più ripartita per tornare in Italia. Invece alla fine l’hanno dato sia a me che a Gustavo! Le porte si sono aperte. Gustavo ha iniziato a collaborare con Giulio Cappellini, io sono rimasta due anni da Thun e poi ho deciso di aprire un mio studio anche a Milano nel 2017. È andata bene e stiamo qua. 

Casamenu: Ma quindi quando vi siete sposati?

Mariana: Nel 2017, in Italia!

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Casamenu: Ragazzi, qual è il cibo a cui non sapete resistere?

Gustavo: I waffle! In generale deve essere una cosa dolce. Non deve essere sano, ma gustoso. Oppure l’açai, un frutto brasiliano. Ogni volta che andavo a surfare, lo mangiavamo perché molto energetico. Quando lo vedo, mi tornano in mente questi bei ricordi. 

Mariana: Io alla pizza. Margherita, ma anche quelle che in Brasile non avevo mai mangiato, come con la cipolla, il gorgonzola, con le olive. In Brasile le pizze sono più fantasiose, con un sacco di ingredienti, tipo il pollo insieme al formaggio.

 

Casamenu: Passiamo dalla dispensa alla cucina. Solitamente è il cuore di una casa, ma non per voi: quale stanza vi rappresenta?

Mariana: Il cuore per noi è il soggiorno, dove passiamo le nostre sere, e anche il giardino.

Gustavo: Il nostro giardino è grande come questo tavolo, ma Mariana stende un telo e va lì a prendere il sole. (ridiamo)

 

Casamenu: E quale utensile o piccolo elettrodomestico vi ha cambiato la vita?

Mariana: L’air fryer!! (ridiamo)

 

Casamenu: Quali materiali avete scelto per la vostra cucina? 

Mariana: Il piano che sognavo era in marmo, ma il granito è più pratico. Visto che non cuciniamo, saremmo le persone perfette per il marmo, rimarrebbe sempre nuovo.

Gustavo: Ma siccome siamo in affitto, non lo abbiamo scelto.

Mariana: Purtroppo cucinare non ci rilassa. A volte esco a cena con le mie amiche. Mi piace mangiare, mi piace la cucina internazionale. A Gustavo non piace, neanche il sushi, quindi devo mangiarlo con le mie amiche.

Gustavo: Mi dispiace, perché sono tutti felici, ma l’idea di mangiare questo pesce crudo sul riso, uhm. Mi piacciono le persone, mi piace chiacchierare.

Mariana: Capito che non vale la pena spendere soldi con Gustavo? 

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Casamenu: Siamo curiose… che oggetti preferiti ci avete portato?

Mariana: Vi racconto prima il mio! Come vi dicevo, Gustavo non mi fa comprare nulla, ma questo è un oggetto utile e un ricordo del viaggio di nozze alle Hawaii. È per l’insalata. Amo l'insalata. Sono stata strettamente vegetariana per 5 anni, anche se ora mangio un po’ di tutto. Quando ho visto queste posate le ho trovate bellissime perché sembravano un’ananas e anche delle mani.

Casamenu: È romantica Mariana! E tu Gustavo cosa hai portato?

Gustavo: La piastra per i waffle. Mangio i toast ogni giorno, però questa piastra è per un giorno speciale. Nel weekend facciamo una quantità assurda di waffle per tutta la settimana e li surgeliamo. Tra l’altro, la piastra è molto geometrica. 

Mariana: Geometria e metallo, sei tu! 

Casamenu: È un design che vorresti aver fatto tu?

Gustavo: No, è un po’ troppo arrotondato, io avrei fatto i bordi squadrati. (ridiamo) Comunque questo è un oggetto da cucina a cui sono legato, anche se non sono uno a cui piace mangiare. Infatti potrei tranquillamente mangiare la stessa cosa ogni giorno.

Mariana: Sì, è tristissimo.

Gustavo: Sì sì, è più veloce. Se sto lavorando, quando arriva l’ora di pranzo non voglio fermarmi. Perdo un sacco di tempo. 

Mariana: Durante la settimana del Design dimagrisce tantissimo.

Gustavo: Mi dispiace, so che il cibo è cultura, ma sono così appassionato di design, che preferisco non mangiare ma fare tutto il giro del Salone del Mobile. Mangio dopo. L’ultimo giorno di Salone mi ammalo sempre infatti!

 

Casamenu: Avete mai progettato un oggetto legato alla cucina?

Mariana: Ho progettato tante case. Sono fortunata, ai miei clienti non interessa cucinare, quindi posso fare delle cucine da show, posso usare materiali delicati. In Brasile, per esempio, a dei clienti ne ho progettata una interna alla casa, che non usano mai, e una da esterni, che usano tutti i giorni. È sempre estate lì, fanno grigliate. In realtà mi piace progettare cucine e, anche se nel mio caso non è così, faccio sempre in modo che siano il cuore della casa, progettando un’isola centrale. La maggioranza delle persone sono normali, non come noi. (ridiamo)

Gustavo: A me piace progettare tutto, però non so dire cosa potrei progettare, che sia legato alla cucina.

Casamenu: Magari una macchina per il caffè?

Mariana: Sarebbe un cubo!

Gustavo: No dai, anche un cilindro! (ridiamo)

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Casamenu: Mariana, prima parlavi di uscire con le tue amiche. Ci consigliate un negozio o locale in cui vi sentite a casa?

Gustavo: Per me è l’Hangar Bicocca, con i suoi spazi giganti. Mi piace tantissimo, un museo contemporaneo che non costa niente. 

Mariana: È un cliché… Mi piace Temakinho, perché è un locale nippo-brasiliano. Quando sono venuta in Italia, mi mancava il Brasile, e quando ho scoperto questo posto mi sono emozionata, ho pianto. Il cibo è quello che mangiamo noi, le persone che ci lavorano parlano portoghese, i drink sono brasiliani, mi ricorda casa anche la carta da parati. È un pezzettino di Brasile a Milano. Se sono homesick, vado lì. Poi mi piacciono i vivai... Mi basta vedere le piante per essere felice! 

Gustavo: Vedi che anche tu scegli i posti o il cibo che ti portano a casa?

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Dopo aver portato un raggio di sole esotico a Milano, ci auguriamo di rivedere presto Mariana e Gustavo per un caffè brasiliano!

Abbiamo capito che uscire a cena sarebbe complicato e di sushi non se ne parla, ma è stato un piacere conoscere questa coppia piena di energia, originale e avventurosa.

Li salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo ospite della Coffee Room!

Concept di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez

Testo di Francesca Martinez

Foto di Maria Teresa Furnari

Ringraziamenti

 

Grazie a Paolo Casati e tutto il team di Studiolabo per aver dato una casa al nostro progetto.

 

Un grazie di cuore a Maria Teresa Furnari per le bellissime foto scattate durante le pause caffè di Coffee Room.

 

Grazie alla nostra super grafica Federica Marziale Iadevaia per gli inviti su misura.

 

 

Sponsor del terzo appuntamento

 

Cafezal – degustazione di caffè monorigine

 

Giovanni Cova & C. – stuzzichini dolci e salati

 

Green Wise – composizioni floreali

 

Kitchen Milano – complementi per la tavola

 

La Marzocco – macchina per caffè linea Mini

 

Paola C. – complementi per la tavola

 

Pastiglie Leone – dolciumi

 

Society Limonta – tessile e complementi per la tavola

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