La cucina di FedericaMichela si trova in un vero e proprio appartamento di un palazzo milanese dagli splendidi dettagli d'epoca, ed è il cuore pulsante di una famiglia allargata, un'agenzia che si occupa di progetti legati al mondo del design e della cultura, di cui seguono comunicazione, distribuzione, commercializzazione e non solo.Non a caso, un loro caro amico le aveva definite come "assemblatori pieghevoli di connessioni creative".

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Il nome dell'agenzia - PS - prende il nome sia dalle iniziali dei cognomi delle fondatrici, Michela Pelizzari e Federica Sala, sia dal post scriptum che viene aggiunto alla fine di ogni loro invito e comunicato, diventato una sorta di firma molto personale. L'intero ufficio è una grande zona giorno, dove le stanze si affiancano le une alle altre su entrambi i lati del corridoio centrale ed è stato totalmente personalizzato.

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Michela, Federica e il loro team tutto al femminile, si sono trasferite in questo appartamento di via Eustachi nell'agosto del 2016 dopo aver lasciato il precedente studio, non lontano da qui.Affacciato su strada, aveva permesso alle ragazze di entrare in contatto con il vicinato e di costruirsi una sorta di seconda famiglia, a cui non hanno voluto rinunciare quando è arrivato il momento di cercare uno spazio più grande. Gli amici e le abitudini così non sono dovuti cambiare. Al mercato del martedì si continua a prendere i fiori freschi, frutta e verdura si scelgono sempre nella bottega di fiducia, la pausa dolce è solo nella pasticceria del cuore. Questa dimensione così casalinga e familiare rende l'appartamento, di fatto, una seconda casa, con una cucina a tutti gli effetti, attrezzata per pranzi e cene, con la dispensa sempre piena. Una stanza resa personale e calda dalla decisa presenza del colore e dai tantissimi oggetti d'uso domestico che provengono da eventi seguiti dallo studio o che sono parte della produzione dei loro clienti. Alcuni sono stati addirittura acquistati prima che i brand che li producono diventassero i clienti del cuore.È così che piatti, bicchieri, arredi e oggetti in genere, parlano sì del lavoro delle PS, ma si mischiano perfettamente anche con souvenir di viaggio, regali fatti da amici, oggetti provenienti da altre case. La cucina racconta bene questa stratificazione di storie, ma riesce a mantenere anche un uso funzionale. È dedicata al rito del caffè, alla pausa pranzo, all'incontro di amici e ad appuntamenti di lavoro più informali, un luogo di decompressione dove rilassarsi in un ambiente tranquillo, mangiucchiare e bere qualcosa, o dove riunirsi e concentrarsi sul lavoro nei momenti in cui si ricerca una maggiore intimità. Gli spazi dello studio rimangono fluidi. Basta spostare strategicamente sedie e tavolo per ottenere in pochi minuti una postazione di lavoro nei luoghi meno usuali, a seconda delle necessità. Quando si cerca un po' di rigore e disciplina, si torna ognuno alla propria scrivania, tanto si sa che il richiamo della dispensa prima o poi si farà sentire e che la cucina tornerà a essere il cuore dello studio.

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L'appartamento ha un fascino tutto suo, quello della vecchia Milano, dai soffitti altissimi, dai pavimenti diversi in ogni stanza, dalle piastrelle color pastello della cucina, dalle porte con ante a doppio battente, dagli stretti balconi dove sedersi a rispondere a una telefonata o a fumare velocemente. La struttura non è stata toccata, l'essenza retrò e domestica non è stata snaturata. Sono stati necessari solo dei piccoli interventi per mettere in risalto la naturale bellezza dell'appartamento e per renderlo uno spazio lavorativo funzionale, ma al di là della lucidatura dei pavimenti, dell'aggiunta di mobili contemporanei e dell'uso del colore alle pareti - la cucina è rimasta però dello stesso verde delle piastrelle che prima ne ricoprivano i muri - questa rimane una casa accogliente, adattata alle esigenze dello studio, fino ad averlo reso un racconto infinito del passato, presente e futuro delle PS.

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Abbiamo potuto testare l'ospitalità di Michela, Federica e di tutto il team con uno dei pranzi più festosi, rilassanti e sorridenti che potessimo immaginare.Mentre fotografavamo all'esterno dalla cucina, le ragazze hanno allestito una tavola che, se non fosse stata a base del super sushi del Poporoya, avrebbe eguagliato in abbondanza il pranzo di Natale. Lavorare in un ambiente professionale ma sereno è una fortuna che non tutti abbiamo e siamo sicure che questo appartamento, che fa da studio e da seconda casa, abbia avuto la sua influenza sull'umore alto di tutte noi. Una volta salutate le PS e chiusa la porta alle nostre spalle, abbiamo avuto giusto il tempo di prendere l'ascensore per realizzare quanto la bellezza di un contesto renda migliore la giornata e sia uno stimolo anche per concentrarsi sul lavoro. Grazie Michela, grazie Federica, grazie ragazze per la bellissima giornata passata insieme!

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Foto di Cristina Galliena Bohman e di Francesca Martinez
Testo di Francesca Martinez

Cucina:

Ikea

Frigorifero:

Vintage, è un regalo fatto a Michela

 

Piatti, posate, bicchieri, vasi:

La collezione di vasi è di Bitossi Ceramiche e di Paradiso Terrestre, mentre piatti, bicchieri e posate sono per la maggior parte di Bitossi Home, clienti dello studio

 

Specchio colorato sopra ai fuochi:

Anta di un armadio disegnato da Alessandro Mendini, trovata nella location di Garage Milano, ora Spazio Maiocchi, quando le PS si sono occupate della prima apertura e del primo lancio

 

Tavolo e sedie:

Disegnati da From US With Love, designer con cui hanno lavorato

 

Sgabelli:

Champ Stoool disegnati da Visibility per  Matter Made, clienti e amici dello studio

 

Lampadario:

Di 45Kilo

 

Mensola sopra al tavolo:

Disegnata da Giacomo Moor, a cui è stato chiesto di installare diversi elementi di legno in tutto lo studio. La mensola, che corre lungo tutta la parete sopra al tavolo, ospita una collezione di vasi

 

Thermos giapponese:

È un regalo fatto a Michela

 

Pianta:

È un papiro, ricordo di quando lo studio ha piantato le palme in piazza Duomo, regalo dell’architetto Marco Bay

 

Moka:

Bialetti, viene della casa in campagna di Federica

 

Piatti appesi:

Eligo, realizzati in collaborazione con Antonio Marras

 

Specchio del corridoio:

Antique Mirror

 

Nicchia del mobile bar in corridoio:

Oggetti in peltro e bicchieri verdi di Eligo

Collezione di bottiglie vintage di cristallo

 

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